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Reggio,Criminalità in crescita, imprese in allarme: dati e soluzioni

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In occasione della 12ª edizione della giornata nazionale “Legalità, ci piace” promossa da
Confcommercio, anche Confcommercio Reggio Calabria richiama l’attenzione sulle condizioni di
sicurezza in cui operano le imprese del territorio, alla luce dei nuovi dati presentati oggi.
Nel Sud e nelle Isole – area che comprende anche la nostra provincia – il 28,6% delle imprese del
terziario segnala un peggioramento dei livelli di sicurezza nel 2024. I furti (29%), le rapine (28,4%)
e gli atti vandalici (27,6%) sono i crimini in maggiore crescita. Dati più alti rispetto alla media
nazionale e sintomo di un tessuto economico che continua a subire l’impatto pesante della
criminalità.
Un impatto che a Reggio Calabria si è manifestato in maniera lampante con tre episodi gravissimi
avvenuti in città nel giro di pochi giorni: un tentativo di rapina in una gioielleria del Corso
Garibaldi, con l’aggressione fisica del titolare; il furto in pieno giorno di una borsa esposta in
vetrina, compiuto con sconcertante disinvoltura e divenuto virale per la sua assurdità; e, ancora più
allarmante poiché gesto al quale Reggio non è oggettivamente abituata, l’accoltellamento di un
uomo sul lungomare, aggredito da quattro persone dopo essersi rifiutato di dare loro una sigaretta.
Anche se il dato non si riferisce specificatamente a Reggio Calabria, sulle piazze della movida e nei
quartieri più giovani delle città del meridione, inizia ad essere preoccupante il fenomeno delle baby
gang, segnalate nel 15,8% dei casi, e della mala movida, temuta da oltre un’impresa su quattro
(27%). Tra le preoccupazioni più gravi espresse dagli imprenditori, spicca l’esposizione ai fenomeni
di usura e racket, che secondo l’indagine è già stata riscontrata direttamente o indirettamente dal
28,1% delle imprese. Più di un imprenditore su cinque (21,2%) si dichiara molto preoccupato dal
rischio di essere coinvolto in queste dinamiche criminali.
Cosa fanno gli imprenditori di fronte alla minaccia criminale? Secondo l’indagine nazionale, il
63,1% afferma che sarebbe pronto a sporgere denuncia. Ma il dato scende al 59,8% nel Sud, segno
che qui il timore è ancora più forte e che occorre un impegno istituzionale e associativo per
spezzare il silenzio e favorire un clima di fiducia.
“La denuncia – ha ricordato oggi in occasione dell’evento nazionale il Presidente Confcommercio
Carlo Sangalli – si può, si deve e conviene”. Una convinzione che Confcommercio Reggio Calabria
fa propria anche attraverso l’impegno attivo avviato con la Prefettura di Reggio Calabria, che ha

Rev. 5/10
convocato proprio in questi giorni le principali associazioni di categoria per definire accordi
territoriali di prevenzione contro l’illegalità e l’abusivismo.
“Siamo al lavoro – spiega il presidente Lorenzo Labate – per costruire un sistema condiviso con la
Prefettura e le forze dell’ordine che valorizzi la collaborazione degli esercenti come sentinelle del
territorio, premi chi si impegna nel rispetto delle regole e renda più efficace la prevenzione nelle
zone urbane più esposte. Una rete istituzionale che rafforza la fiducia degli imprenditori nel
denunciare e contrastare i fenomeni criminali”.
Dai dati emerge anche un forte investimento da parte delle imprese: l’84,6% ha adottato misure di
sicurezza, come videosorveglianza e allarmi, un dato superiore alla media nazionale. Ma da solo
non basta.
“Serve un cambio culturale – conclude Labate– e questo passa anche dalla formazione, dalla
condivisione e dal protagonismo delle associazioni sul territorio. Solo così legalità, sicurezza e
libertà d’impresa potranno davvero camminare insieme”.