Raggiravano anziani per estorcere denaro, 59 gli indagati di “Transilvania”

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Sono 59, complessivamente, gli indagati dell’inchiesta “Transilvania”, coordinata dalla Procura di Locri, che ha chiesto e ottenuto dal gip un’ordinanza di custodia cautelare per 16 persone disarticolando un’associazione a delinquere finalizzata alla circonvenzione di anziani.

L’indagine dei carabinieri, svolta con la collaborazione dell’Europol, è partita dalla denuncia di un anziano che, nella Locride, era stato raggirato da una donna romena che lo aveva indotto a consegnarle 20mila euro poi trasferite in Romania attraverso “Money Transfer”.

Dalle prime risultanze investigative i carabinieri hanno intuito che non poteva trattarsi di una condotta isolata e posta in essere da un unico soggetto. Le indagini e gli accertamenti di natura finanziaria sulla donna hanno consentito ai militari di fare luce su un’articolata organizzazione criminale, dotata di una struttura piramidale e composta interamente da soggetti di nazionalità romena.

Ogni indagato aveva un compito ben definito all’interno della rete i cui vertici erano due coniugi originari di Bistriţa-Năsăud, in Romania. L’associazione si sarebbe avvalsa di giovani donne che, appositamente addestrate ed agendo singolarmente, dopo aver selezionato con attenzione le proprie potenziali vittime, generalmente uomini anziani di età compresa tra i 70 ed i 90 anni, attraverso modalità di circonvenzione ricorrenti, inducevano questi al versamento di cospicue e continue somme di danaro, fino a mille euro per singola transazione, che venivano ceduti dalla vittima direttamente nella mani della truffatrice, oppure bonificati ai vertici della banda in Romania.

L’approccio consisteva solitamente con la scusa di vendere oggettistica di esiguo valore come accendini e fazzoletti. Da lì seguiva la fase di “adescamento”, nel corso della quale le giovani donne, approfittando delle condizioni di solitudine e vulnerabilità delle vittime, si dichiaravano infatuate di quest’ultime, nonché bisognose di denaro, adducendo nella maggior parte dei casi fittizi problemi di salute personali o dei propri familiari residenti, in particolare, nell’area esteuropea.