Una critica netta e articolata viene rivolta al sindaco Antico e alla sua giunta in merito alla recente decisione di avviare le procedure per l’affidamento ai privati del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani. Una scelta definita “grave e indecorosa” da chi contesta l’operato dell’amministrazione, accusata di aver progressivamente indebolito il sistema della raccolta differenziata fino a condurlo a un punto di non ritorno.
Secondo questa posizione, il servizio – un tempo considerato tra i più efficienti della Calabria grazie all’impegno congiunto di amministratori, uffici e cittadini – sarebbe stato lasciato scivolare in una “lenta agonia”, aggravata da scelte ritenute poco lungimiranti. Tra queste, il ricorso al noleggio di mezzi giudicati poco efficienti, nonostante la precedente amministrazione avesse predisposto le condizioni per accedere a un mutuo destinato proprio all’ammodernamento del parco automezzi.
Le critiche riguardano anche la gestione quotidiana del servizio: ritardi, raccolte a singhiozzo, contrade lasciate senza copertura regolare e operatori costretti a lavorare in condizioni difficili, fino alle proteste per il mancato pagamento delle retribuzioni. A ciò si aggiunge il richiamo al sequestro dell’isola ecologica, trasformata – secondo le contestazioni – in un sito di stoccaggio non autorizzato.
Il punto di rottura, per i critici, è rappresentato dalla delibera n. 2 del 14 gennaio, con cui la giunta ha dato mandato all’Ufficio Tributi di avviare le procedure per l’affidamento esterno del servizio. Una decisione che, secondo questa lettura, comporterebbe due conseguenze: il trasferimento di importanti benefici economici ai privati e il rischio concreto di lasciare senza lavoro gli operatori che finora hanno garantito il servizio.
La privatizzazione della gestione dei rifiuti viene definita “una scelta sbagliata e dannosa per i cittadini”, in contrasto con l’interesse pubblico e con il percorso costruito negli anni. Per questo, l’appello finale rivolto al sindaco e alla giunta è quello di fermarsi e revocare la delibera, tutelando sia il servizio sia le famiglie dei lavoratori coinvolti.





