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Puerto liberado: chiesti 20 anni per i fratelli Brandimarte

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GIOIA TAURO – Al termine della requisitoria di ieri, del troncone abbreviato del processo puerto liberado, il pm Luca Miceli ha chiesto una condanna a venti anni di reclusione per i fratelli Giuseppe e Alfonso Brandimarte, che secondo l’accusa, avrebbero avuto un ruolo di primo piano nel coordinare l’importazione di droga attraverso il porto di Gioia Tauro.

Queste le richieste di condanna avanzate per gli altri imputati: Antonio Calabro (16 anni e 30 mila euro di multa), Vinicio Cambrea (14 anni), Antonio Campanella (16 anni e 30 mila euro di multa), Vincenzo Caratozzolo (12 anni), Vincenzo Crisafi (16 anni e 30 mila euro di multa), Rocco Gagliostro (10 anni), Giuseppe Galluccio (10 anni), Davide Gentile (12 anni), Mario Ietto (14 anni e 30 mila euro di multa), Gianpietro Sgambetterra (9 anni e 30 mila euro di multa), Francesco Siviglia (12 anni) e Antonio Giovanni Staiti (10 anni).

Miceli ha inoltre chiesto una condanna a otto anni e due mesi per Antonio Femia, che è diventato collaboratore di giustizia dopo essere stato coinvolto nelle operazioni Puerto liberado e Santa Fe. E’ stata invece chiesta l’assoluzione per Giuseppe Condello.

I primi arresti dell’operazione sono stati effettuati nel luglio del 2014. Secondo l’accusa le persone fermate avrebbero importato grossi quantitativi di droga dal Sud America per rivenderla in tutta Europa. Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia, hanno scoperto l’esistenza di un gruppo di dipendenti del porto di Gioia, che riusciva a eludere i controlli di Polizia e a garantire l’uscita dal porto dei carichi di cocaina.

Il processo è stato aggiornato al 13 ottobre quando inizieranno le arringhe della difesa.