PALMI – Per il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Palmi, Fulvio Accurso, gli indizi di colpevolezza a carico dei presunti assassini di Fabrizio Pioli sarebbero evidenti, per questo ha deciso, in tarda serata, il loro rinvio a giudizio.
In cinque, Rosina Napoli, Domenico Napoli, Antonio Napoli, Francesco Napoli, tutti membri di una stessa famiglia, e Pasquale Galatà, a partire dal 14 marzo si troveranno ad affrontare il processo a loro carico, accusati a vario titolo di omicidio, concorso in omicidio ed occultamento di cadavere e favoreggiamento della latitanza (reato contestato al rosarnese Galatà, accusato di aver ospitato in casa Domenico Napoli).
Nel corso dell’udienza, il gip Fulvio Accurso, oltre ad accogliere la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal procuratore di Palmi Giuseppe Creazzo e dal pm Giulia Pantano, ha anche ammesso come parti civili il padre e le sorelle di Fabrizio Pioli. Non e’ stata ammessa, invece, quella del Comune di Gioia Tauro. Simona Napoli, amante di Fabrizio Pioli, è parte offesa al processo, per i maltrattamenti subiti in famiglia dal padre.
L’udienza preliminare si è svolta oggi, a Palmi. Iniziata intorno alle 10 e 30, più volte interrotta, si è conclusa in serata con la decisione del giudice Accurso di rinviare a giudizio i cinque indagati, da oggi formalmente imputati.
Fabrizio Pioli manca da Gioia Tauro, la città in cui viveva e lavorava come elettrauto, dal 23 febbraio del 2012, giorno in cui si sono perse anche le tracce del suo presunto assassino, Antonio Napoli, padre di Simona, la ragazza di Melicucco con cui il giovane gioiese aveva una relazione sentimentale, motivo di scandalo per la famiglia di lei.
Per lavare quella macchia, i familiari di Simona avrebbero deciso di sbarazzarsi di Fabrizio, uccidendolo e nascondendo il suo corpo.
E’ stata la stessa Simona Napoli ad indirizzare gli investigatori sulla pista familiare, raccontando ai carabinieri di avere visto il padre con una pistola in mano litigare animosamente con Fabrizio Pioli il giorno della sua scomparsa.
La ragazza dopo le sue dichiarazioni era stata posta sotto protezione e trasferita in una località protetta, dove è rimasta per qualche tempo
Nel frattempo gli inquirenti hanno arrestato il fratello di Simona, Domenico, la madre Rosina, il cugino Francesco e Pasquale Galatà.
Simona però, dopo qualche mese lontana da casa, ha deciso di lasciare il luogo dove si trovava e di tornare a Melicucco contro il parere della Procura della Repubblica.





