Preiti, il racconto di familiari e conoscenti

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ROSARNO – «Una famiglia normale di persone perbene e che hanno sempre lavorato». Così i vicini di casa definiscono la famiglia di Luigi Preiti, il muratore di Rosarno che ha sparato stamani davanti Palazzo Chigi. Il padre, Angelo, ora pensionato, è stato per 30 anni emigrato in Germania, mentre la madre, Polsina, ha fatto la casalinga. Un conoscente, Domenico Macrì, racconta di averlo incontrato pochi giorni fa, e di aver parlato con lui.

«L’ho incontrato un paio di giorni fa – dice – Non mi ha detto nulla di particolare, nulla di nuovo. Probabilmente era turbato, l’emigrazione in una terra lontana e poi la separazione dalla moglie e per ultima la perdita del lavoro. Deve essere andato in tilt».

Un raptus dunque, alla base del gesto di Luigi Preiti, e non problemi psichici, come si era detto in un primo momento. Luigi Preiti, 46enne, era partito da Rosarno alla fine degli anni ’80. Una generazione di emigrati. Destinazione Novi Ligure, in provincia di Alessandria, dove per anni ha lavorato in una piccola impresa autonoma da muratore. Poi i problemi, la separazione dalla moglie, il fallimento della sua attività ed il rientro in Calabria, dai suoi genitori ormai anziani, nella stessa casa dove era nato e cresciuto. Un gesto dunque, la folle sparatoria romana, dettato probabilmente dalla disperazione di un uomo che è stato vittima di un sogno infranto.

Arcangelo Preiti, fratello dell’uomo, dice: «Non so cosa gli sia successo, chiediamo scusa alla cittadinanza e alle famiglie dei carabinieri». «I miei genitori quando li ho chiamati – aggiunge l’uomo – non sapevano ancora nulla, sono rimasti sconvolti e non sanno come spiegarsi una cosa del genere. Siamo sconvolti tutti quanti non sappiamo perché è successo, si era separato dalla moglie 3 anni fa e lavorava e viveva qui in Piemonte, poi ha perso anche il lavoro e viveva con i miei giù in Calabria – aggiunge – Non so come si sia procurato la pistola. Spero che stia bene – dice ancora il fratello dell’uomo – soprattutto per i miei genitori che sono anche anziani, abbiamo già tanti problemi, ci mancava anche questo. Siamo dispiaciuti per questi carabinieri e chiediamo scusa ai parenti – prosegue Arcangelo Preiti – L’ho visto l’ultima volta ad agosto dell’anno scorso, quando sono andato in ferie, non ho notato nulla di strano in lui».