Potere al Popolo: tra i due litiganti il porto muore

"L’arroganza e la spudoratezza della Medcenter, società terminalista del Porto di Gioia Tauro, non conosce limiti"

Il porto di Gioia Tauro
Il porto di Gioia Tauro

Riceviamo e pubblichiamo:

L’arroganza e la spudoratezza della Medcenter, società terminalista del Porto di Gioia Tauro, non conosce limiti. Nonostante ancora non si siano concluse le peripezie dei 377 operai licenziati due anni fa e poi parcheggiati nell’Agenzia per il lavoro portuale – per quei licenziamenti molti di loro hanno addirittura vinto il ricorso al Tribunale del Lavoro di Palmi – la società monopolista annuncia un nuovo sconcertante licenziamento di massa: si parla di ulteriori 500 posti di lavoro che rischiano di essere bruciati in un territorio, quello della Piana di Gioia Tauro, dove il lavoro è merce veramente rara.

Più che la congiuntura economica, più che una fantomatica crisi del transhipment, dietro questa situazione c’è la continua guerra tra i due soci paritari, Contship e MSC, che continuano a dirottare investimenti e navi porta-container verso altri porti. Solitamente si dice che tra i due litiganti il terzo gode, ma qui il terzo, lo Stato, continua a guardare silente e quando fa qualcosa è sempre a favore delle società padrone del Porto.

Al contrario noi siamo convinti che il rilancio del Porto passa dal mandare via questi sciacalli, nazionalizzando un’infrastruttura che potrebbe così veramente rappresentare il volano di sviluppo della Calabria e, grazie a un coinvolgimento fattivo dei lavoratori, riprendere anche il ruolo di porto leader del Mediterraneo.

I pastori sardi oggi stanno dando una lezione di dignità, ci stanno ricordando che solo la lotta permette di difendere e garantire i diritti. E il popolo sardo ci ricorda anche che difendere un posto di lavoro significa difendere il benessere del territorio, delle comunità, e le diverse manifestazioni di solidarietà che si stanno susseguendo ne sono simbolo.

Noi saremo al fianco di questi lavoratori e facciamo appello a tutto il territorio della Piana di Gioia Tauro a scendere in piazza e difendere il porto e i portuali.

Purtroppo non si contano più le aziende sane che vengono chiuse per mere speculazioni finanziarie, delocalizzate per incrementare i profitti, e i posti di lavoro persi nell’indifferenza. Il 24 febbraio abbiamo lanciato un’assemblea nazionale di Potere al Popolo! a Battipaglia proprio su questo tema, in un’altra città che sta subendo l’ennesima ingente perdita di posti di lavoro. A quell’assemblea porteremo anche il quadro della nostra regione che, tra Gioia Tauro e Crotone, in poco tempo sta subendo una vera e propria catastrofe.