Porto, l’ultimatum dei sindacati a Mct

Sarà proclamato lo sciopero se non ci saranno interventi concreti entro il 30 luglio

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Organizzazioni sindacali e Mct sono ai ferri corti e ieri è stato evitato lo sciopero solo grazie alla mediazione dell’Autorita Portuale.

E proprio nella sede della port authority si è svolta la riunione tra i vertici dell’azienda terminalista e la Filt Cgil, la Fit Cisl e il coordinamento dei portuali del Sul. All’ordine del giorno le motivazioni che avevano portato alla proclamazione dello stato di agitazione.

“Abbiamo ribadito la sterilità degli ultimi incontri sindacali – hanno dichiarato i sindacalisti – per la mancanza di successivi riscontri fattivi, specificando che non è più procrastinabile il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro che partano da una turnistica meno gravosa e una seria alternanza terra – mezzo. Abbiamo ribadito l’assenza di investimenti da parte del terminalista, condizione che vede disattesi gli impegni presi in ambito Ministeriale ai fini del rilancio dell’occupazione”.

Tra le contestazioni rivolte all’azienda vi è il totale inutilizzo dell’Agenzia portuale in cui sono confluiti i dipendenti licenziati lo scorso anno: ”
Abbiamo precisato – affermano ancora – che a distanza di un anno dall’Agenzia non è stato fatto un solo richiamo. L’azienda dal canto suo ha saputo parlare solo di assenteismo e di calo di volumi da addebitare a MSC, e che forse a settembre inizierà i lavori per rifacimento piazzale (peccato che ancora l’Autorità Portuale non ne sapeva nulla, almeno in via ufficiale e documentale), sembra come se fosse esimente da qualunque responsabilità, anzi ha pure aggiunto che per eventuali richiami dall’Agenzia occorre prima modificare il regolamento di chiamata poiché non è disposta a far firmare contratti di lavoro a tempo determinato in tali condizioni”.

Per le organizzazioni sindacali “la situazione è assurda”. “Questa azienda -hanno proseguito – continua con la propria arroganza a non dare risposte e non si capisce neppure se gli interlocutori attuali abbiano potere esecutivo per darle. Noi non ci stiamo, solo grazie alla mediazione dell’Autorità Portuale a fine seduta non si è proclamato direttamente lo sciopero. L’ azienda ha tempo fino a giorno 30 luglio (data del prossimo incontro) per dare risposte scritte e certe su tempi e miglioramenti strutturali urgenti da realizzare e non semplici promesse, e, per dichiararsi disponibile ai richiami dall’agenzia sia a tempo determinato che indeterminato”.

Lo sciopero probabilmente non è stato scongiurato ma solo rimandato: “Se giorno 30 – hanno concluso – il tono Aziendale sarà quello di oggi e ancora una volta si perderà solo tempo senza alcun provvedimento fattivo nell’ottica del miglioramento per noi sarà sciopero.
Il tempo della pazienza è finito, i lavoratori hanno il diritto di lavorare nelle condizioni migliori.
È giusto lavorare per vivere ed avere una vita onesta e dignitosa, è sbagliato vivere per lavorare poiché i lavoratori non sono schiavi di nessuno”.