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Polistena, il PD cerca il riassetto

Policaro dichiarato decaduto. Un coordinamento di reggenza, sotto l'egida di Ranuccio, chiamato a guidare il partito fino al congresso straordinario previsto in autunno

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Un momento dell'assemblea del circolo

All’assemblea del circolo dei democratici polistenesi – indetta per trattare le dimissioni del 70% del direttivo e per discuterne la conseguente presa d’atto – alla quale hanno preso parte anche il segretario metropolitano Peppe Panetta e Giuseppe Ranuccio, il consuntivo ricavato è stato aprire una discussione nel merito della gestione locale del partito rilevando la  necessità di un riavvio dell’attività politica – è stato riferito – seguendo un percorso di rilancio frutto della constatazione della decadenza del segretario Marco Policaro a seguito dell’azione di sfiducia da parte della maggioranza dell’apparato dirigente.

Sarà, dunque, un congresso straordinario del circolo (preannunciato per la seconda decade del mese di settembre) ad occuparsi di eleggere un nuovo direttivo con annesso segretario “con l’obiettivo di traghettare il Partito in salute verso i prossimi impegni politici ed elettorali”.

Nel frattempo, un coordinamento di reggenza, ancora da individuare, ma garantito dal vice presidente del Consiglio regionale Ranuccio, si dovrà occupare degli affari correnti (iniziative pubbliche, festa de l’Unità, avvio incontri con i cittadini e loro rappresentanze, tesseramento) per cercare di lenire gli atavici tormenti endogeni, che contano dispute interne e correntizie spesso sfociate in rappresaglie ideologiche, e che, più volte, hanno fatto accusare a circolo ed iscritti il peso della discordia.

Nel documento, redatto sotto la presidenza del decano Giovanni Laruffa, si è espresso il “bisogno di ritrovare una chiara identità” impegnandosi ad aperture verso cittadini “anche non schierati politicamente” per dare vita ad una formazione politica nella quale “ci sia spazio per tutti ed ognuno sia protagonista del proprio futuro, al pari di gruppi organizzati, associazioni, movimenti civici e forze politiche presenti in città” anche in ragione dell’approssimarsi delle tornate elettorali politiche, e, molto di più, per le calde comunali, previste nella primavera 2027. Che sia il preludio di un possibile impegno diretto di una lista (a trazione civica?) di volenterosi piddini come auspicato da più di un esponente della vecchia guardia?