mercoledì, 18 Febbraio, 2026
8.6 C
Palmi
Home Altre Notizie Piana Ambiente: Momenti di tensione davanti all’inceneritore

Piana Ambiente: Momenti di tensione davanti all’inceneritore

0
967

GIOIA TAURO – Rifiuti per strada, lavoratori in attesa di ricevere le ultime tre mensilità e il futuro della società appeso a un filo.

E’ questo lo scenario in cui, questa mattina, il presidente di Piana Ambiente Domenico Mallamaci ha incontrato la stampa per fare un punto sulla situazione dopo l’assemblea dei soci dei giorni scorsi che ha sancito la volontà di una decina di comuni a costituire una società totalmente pubblica che si occupi di effettuare la raccoltà differenziata porta a porta.

«Con la sola adesione dei comuni presenti – ha detto Mallamaci – saremmo in grado di occupare circa il 75% del personale di Piana Ambiente e con le adesioni di altri due centri di medie dimensioni potremmo mantenere gli attuali livelli occupazionali».

Il presidente dopo aver esposto l’intero percorso effettuato dal momento del suo insediamento, non ha nascosto le difficoltà attuali prospettando la possibilità di messa in liquidazione senza interruzione delle attività.

Uno dei passaggi più delicati è quello relativo ai centri che non hanno rinnovato il contratto per la raccolta dei rifiuti indifferenziati. «Se a giugno anche Rosarno non dovesse prorogare (a oggi non hanno prorogato Gioia a Taurianova) perderemmo il 65% del nostro fatturato e dovremmo mandare il personale in mobilità».

«Gli operai hanno lavorato anche senza essere pagati .- ha aggiunto Mallamaci – In questi giorni li ho incontrati tutti, molti con le lacrime agli occhi si sono detti disponibili a cedere stipendi e il tfr pur di garantire il futuro di Piana Ambiente».

Mentre terminava la conferenza stampa, davanti all’inceneritore saliva la tensione dei dipendenti che da giorni presidiano la struttura per evitare che i camion di altre società conferiscano i rifiuti. La scintilla è scoppiata all’arrivo di tre automezzi che volevano scaricare per conto del comune di Gioia.

La situazione si è tranquillizzata grazie alla mediazione del presidente Mallamaci e del dirigente del commissariato di Gioia Tauro Stefano Dodaro, che hanno convinto i manifestanti a far passare gli automezzi.

«E’ pazzesco – ha detto uno dei lavoratori – questi camion (riferendosi a quelli appena transitati ) sono inidonei al trasporto dei rifiuti, ma conferiscono senza problemi violando la legge. Non è possibile attuare due pesi e due misure».

In settimana i dipendenti dovrebbero ricevere gli stipendi arretrati ma la matassa resta piuttosto intricata. La priorità è quella di eliminare i rifiuti dalle strade della Piana e attendere che i comuni interessati compiano tutti i passi necessari verso la creazione della nuova società che dovrà occuparsi della raccolta differenziata e restituire serenità ai 105 lavoratori che da mesi vivono nell’incertezza.

Lucio Rodinò