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“Pennellate di Memoria”: gli acquerelli di Giuseppe Cricrì raccontano la Palmi che non c’è più

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Restituire colore alla memoria. È questo il filo conduttore di “Pennellate di Memoria”, la mostra
personale di acquerelli di Giuseppe Cricrì, organizzata dall’Associazione Pro Loco APS Amici di
GISA di Palmi, che il 10 e l’11 agosto, dalle 21 alle 24, animerà via Augimeri con un’esposizione
dedicata alla storia, ai luoghi e alle tradizioni della città.
L’iniziativa nasce da una vicenda personale che ha il sapore della riscoperta. Per oltre
venticinque anni Cricrì non aveva più preso in mano un pennello. Tutto è cambiato lo scorso
aprile, quando, durante una pulizia di casa, la moglie ha ritrovato una vecchia scatola di
acquerelli rimasta dimenticata in uno sgabuzzino. Prima di buttarla via gli ha chiesto se volesse
conservarla. Lui ha deciso di provarla ancora. Da quel momento è ricominciato tutto.
Il primo acquerello, un semplice galletto, ha raccolto tanti apprezzamenti da spingerlo a
continuare. Sono arrivati poi animali, paesaggi e scorci naturali, fino a quando la sua passione
per la storia locale ha trovato nell’acquerello il modo più naturale per esprimersi. Le serate
trascorse a dipingere, spesso accompagnate dalla musica, hanno lasciato rapidamente spazio
a un progetto più ampio: riportare alla luce immagini che appartengono alla memoria collettiva
di Palmi.
Storico e collezionista di cartoline antiche della città, Cricrì ha iniziato a trasformare in colore
fotografie che per oltre un secolo erano rimaste soltanto in bianco e nero. Dai suoi pennelli
riaffiorano la Palmi prima del terremoto del 1908, edifici ormai scomparsi, scorci del centro
storico, vedute della Costa Viola e angoli che le trasformazioni urbanistiche hanno
profondamente modificato. È un lavoro che non si limita alla riproduzione artistica, ma
restituisce vita a luoghi che molti conoscono soltanto attraverso i racconti o le immagini d’epoca.
La mostra dedica ampio spazio anche ai simboli più rappresentativi della palmeseità. Tra gli
acquerelli trovano posto Carmineddu – storico portatore del Cavalluccio- il Palio, i Giganti, San
Rocco, i tamburinari che hanno segnato la storia recente della città e numerosi altri richiami alle
tradizioni popolari, componendo un racconto che unisce paesaggio, storia e identità.
Tra le opere esposte ve ne sono due particolarmente significative, nelle quali la ricerca storica si
è avvalsa anche del supporto dell’intelligenza artificiale. Nel primo caso, partendo da una
fotografia che mostrava la chiesa di San Rocco soltanto di scorcio, è stata elaborata una
ricostruzione verosimile del prospetto principale dell’edificio, distrutto dal terremoto del 1908. Su
quella ricostruzione Cricrì ha poi realizzato il proprio acquerello, restituendo ai visitatori
un’immagine di come poteva apparire la chiesa vista frontalmente.
Il secondo lavoro riguarda invece Carlo Spinelli, il duca fondatore della città fortificata di
Carlopoli, nucleo originario dell’attuale Palmi. Del personaggio rimane un busto marmoreo,
conservato al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, con il volto mutilato dal naso
spezzato. Attraverso l’intelligenza artificiale è stata elaborata una ricostruzione plausibile delle
sue fattezze, successivamente interpretata dall’artista con l’acquerello, offrendo un volto
verosimile a una figura centrale della storia cittadina.
Tra le opere figurano anche edifici e monumenti che non esistono più, come la storica Torre
dell’Orologio, demolita nel corso delle trasformazioni urbane, insieme a numerosi scorci
cancellati prima dai terremoti e poi dall’intervento dell’uomo. Ogni dipinto invita il visitatore a

confrontare passato e presente, riscoprendo luoghi che hanno contribuito a costruire l’identità
della comunità.
“Pennellate di Memoria” è un percorso che attraversa la storia di Palmi, riportando alla luce
immagini, tradizioni e personaggi che rischiano di essere dimenticati. Attraverso il colore,
Giuseppe Cricrì restituisce nuova vita a fotografie, ricordi e documenti d’epoca, trasformandoli in
opere capaci di suscitare emozione e curiosità.
Per due sere, via Augimeri diventerà così uno spazio dedicato alla memoria della città, dove
arte e storia si incontrano per raccontare una Palmi che continua a vivere nei ricordi di chi l’ha
conosciuta e nello sguardo di chi avrà l’occasione di scoprirla attraverso il tratto delicato
dell’acquerello.