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“Nome in codice Sandro”, la storia vera del civile infiltrato nel cuore della ’ndrangheta

Presentato a Polistena il romanzo di Pietro Comito dedicato alla metamorfosi di un uomo comune catapultato nel mondo dei narcos per conto dello Stato

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Giovanni Laruffa e Pietro Comito

La presentazione a Polistena del libro del giornalista, scrittore e divulgatore Pietro Comito è stata una importante occasione per poter comprendere le dinamiche oscure di quel fenomeno umano e sociale chiamato ndrangheta spiegate con l’esemplare semplicità e la forza critica degli atti giudiziari di chi quei fatti, cristallizzati nelle carte, li ha studiati e passati in rassegna con rigore e verità.

Il romanzo Nome in codice Sandro. Il primo infiltrato civile nel narcotraffico internazionale pubblicato da Compagnia Editoriale Aliberti, è in realtà anche l’invito che Comito porge al lettore chiamandolo a fare i conti con accadimenti che sembrano sceneggiature di un film, ma che tali non sono, costringendolo, tuttavia, a riflettere seriamente sulla «seducenza del male».

«È importante esserci dove si discute di cultura», queste le parole con cui Piero Cullari, presidente dell’Associazione Girolamo Marafioti ha accolto Comito presso palazzo Avati, nell’ambito delle iniziative Estate in Corte, accompagnato dai saluti di Cesare Laruffa, nel dialogo a due con Giovanni Laruffa, vittima nel 1990 di un attentato di origine mafiosa che quasi gli costò la vita introducendo, nel proemio, assieme alla propria esperienza, anche il contenuto di un romanzo frutto di una storia vera.  

«La ndrangheta la può comprendere davvero solo chi l’ha subita» ha esordito Comito mutuando don Ciotti per immergere il pubblico, sin da subito, nel contesto più autentico del libro incardinato sui fascicoli giudiziari dell’operazione Decollo, una delle più importanti e storiche inchieste contro il narcotraffico internazionale di cocaina coordinata nel 2004 dalla Dda di Catanzaro ed eseguita dai Carabinieri del ROS, per tracciare la drammatica vicenda dell’imprenditore Bruno Fuduli, divenuto collaboratore di giustizia e primo civile infiltrato nel mondo dei narcos proprio per conto del ROS, romanzata dal pathos, l’enfasi ed i risvolti delle narrazioni vere.

«È l’opera della mia vita che nasce per diventare qualcosa di molto più grande» ha ripreso l’autore, intingendosi nei meandri delle pagine di una storia «di un uomo normale – diventato Sandro per esigenze di legge e non di copione – che ha vissuto qualcosa di surreale» ricostruendo la metamorfosi di un soggetto catapultato, suo mal grado, in una realtà aumentata fino a farne un infiltrato per conto dello Stato.

Sandra, Valeria, Ramiro, sono solo alcuni dei nomi che squarciano il velo ad «una storia di una intensità straordinaria che rivela un colpo di scena in ogni pagina» ha spiegato Comito illustrando – assieme a riflessioni sul male del tempo presente – le trame di ndrangheta e passioni che evolvono nelle pieghe dell’opera e dei giorni di una persona che, nel breve volgere di tumultuose vicissitudini, si ritroverà ad attraversare più vite intrecciando molteplici destini fino a determinarne, tragicamente, anche il proprio.