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Aspromonte e Preserre utilizzati per coltivare marijuana: cinque piantagioni scoperte, oltre 1.000 piante e un valore potenziale superiore al milione di euro. Due arresti

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È tra la fitta vegetazione dei boschi aspromontani e delle Preserre Calabresi, in luoghi
isolati e spesso raggiungibili soltanto attraverso sentieri impervi, che i Carabinieri hanno
concentrato una nuova attività di contrasto alla produzione di sostanze stupefacenti.
Nei territori di Platì, San Luca, Gioiosa Ionica e al confine tra Roccella Jonica e Serra San
Bruno, l’impiego congiunto dei reparti territoriali, dello Squadrone Eliportato Cacciatori
“Calabria” e dell’8° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Vibo Valentia ha consentito di
individuare cinque distinte piantagioni di canapa indiana, con oltre 1.000 piante già
quantificate, cui si aggiunge una coltivazione composta da centinaia di arbusti.
Alcune delle piante, alte oltre due metri, si trovavano in avanzato stato di sviluppo e
prossime alla raccolta. Le coltivazioni erano state realizzate in zone particolarmente difficili
da raggiungere, sfruttando la fitta vegetazione e la conformazione impervia dei territori, in
alcuni casi con la predisposizione di sistemi di irrigazione artigianali o automatizzati.
L’attività ha consentito di sottrarre al circuito illegale un ingente quantitativo di sostanza
stupefacente, interrompendo la produzione di marijuana il cui potenziale valore
economico, sulla base di una stima riferita all’ipotetica immissione sul mercato illecito, è
quantificabile in oltre un milione di euro. Nel corso dell’intervento condotto a Platì, due
persone sono state inoltre sorprese mentre si occupavano della coltivazione e tratte in
arresto.ù

A Platì, i militari della locale Stazione, con il supporto dello Squadrone Eliportato
Carabinieri Cacciatori “Calabria” di Vibo Valentia e dell’8° Nucleo Elicotteri Carabinieri,
hanno individuato una piantagione composta da 251 piante di canapa indiana.
Nel corso dell’intervento, i Carabinieri hanno sorpreso due soggetti mentre erano intenti a
curare e irrigare le piante. I due sono stati tratti in arresto e posti a disposizione
dell’Autorità Giudiziaria di Locri.

A San Luca invece, una distinta e articolata attività, coordinata dai militari della Compagnia
Carabinieri di Bianco e sviluppatasi nell’arco di tre giorni, ha portato al rinvenimento di tre
distinte piantagioni di canapa indiana, accuratamente nascoste tra la fitta vegetazione
aspromontana.


L’operazione ha richiesto l’impiego di reparti specializzati e abituati a operare in contesti
territoriali particolarmente complessi. Fondamentale si è rivelato il supporto aereo fornito
dall’8° Nucleo Carabinieri Elicotteri di Vibo Valentia, che ha affiancato le attività condotte
sul terreno dai militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria.
Le tre coltivazioni individuate nel territorio di San Luca erano costituite complessivamente
da circa 700 piante di marijuana, in piena infiorescenza, alte fino a due metri e mezzo e
ormai prossime alla raccolta.


A garantirne lo sviluppo era stato predisposto un sistema di irrigazione artigianale,
realizzato per assicurare l’approvvigionamento idrico delle piante anche in un’area
caratterizzata da notevoli difficoltà di accesso.
I militari hanno proceduto alla campionatura di una parte della sostanza per le successive
analisi di laboratorio, per poi effettuare l’estirpazione e la distruzione dell’intera
coltivazione direttamente sul posto, secondo le procedure previste.
Due ore di cammino per raggiungere la piantagione nelle Preserre
Un’ulteriore attività ha interessato il territorio di Gioiosa Ionica, dove i Carabinieri della
locale Stazione, con il supporto dello Squadrone Eliportato “Cacciatori Calabria” e dell’8°
Nucleo Elicotteri Carabinieri, hanno individuato una piantagione di canapa indiana
nascosta tra la vegetazione delle Preserre Calabresi.
L’intervento si è sviluppato attraverso una mirata azione di ricerca e rastrellamento nelle
aree rurali e montane dell’entroterra, caratterizzate da pendii scoscesi, sentieri
difficilmente percorribili e una fitta vegetazione spontanea.
L’area individuata era talmente impervia da non consentire l’avvicinamento dei mezzi. Dal
punto più vicino raggiungibile con i veicoli, i militari hanno quindi proseguito per circa due
ore di cammino a piedi, lungo sentieri impervi e terreni accidentati, addentrandosi nella
vegetazione fino a raggiungere il sito.

Una volta giunti sul posto, i Carabinieri hanno rinvenuto una coltivazione composta da
centinaia di piante di canapa indiana, rigogliose e in pieno stato vegetativo, con altezze
prossime ai due metri.
Anche qui a servire la piantagione era stato predisposto un impianto di irrigazione
automatizzato, realizzato per garantire un apporto idrico regolare alle piante, anche in
considerazione della collocazione dell’area e delle difficoltà di accesso. Il sistema
consentiva di assicurare le condizioni necessarie alla crescita degli arbusti, conferendo
alla coltivazione un’organizzazione funzionale alla sua gestione.

Le attività condotte a Platì, San Luca e Gioiosa Ionica si inseriscono nel più ampio
dispositivo messo in campo dall’Arma dei Carabinieri per il contrasto alla produzione e al
traffico di sostanze stupefacenti, con particolare attenzione alle aree rurali e montane,
spesso utilizzate per occultare coltivazioni illecite.
Anche in questa circostanza, la sinergia tra le componenti territoriali dell’Arma, lo
Squadrone Eliportato Cacciatori e il comparto aereo ha consentito di operare
efficacemente in contesti complessi, rafforzando il controllo del territorio e l’azione di
individuazione delle coltivazioni destinate al mercato illegale.
Si precisa che, in relazione all’attività condotta a Platì, i due arrestati sono da ritenersi
presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto dei
diritti degli indagati e delle garanzie previste dall’ordinamento.