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Palmi,Parco dei Taureani: le Giornate Europee dell’Archeologia, ponte fra passato e futuro

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Varcare l’ingresso del Parco Archeologico dei Taureani è come passare attraverso lo Stargate del
celebre film di Roland Emmerich del 1994: collegare due mondi, presente e passato in uno spazio
unidimensionale, in cui non si ha solo la suggestione di camminare accanto a Bretti, Taureani e
Romani, ma ci si trasforma letteralmente in uno degli antichi abitanti del pianoro più panoramico
del Mediterraneo.

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Questa opportunità rivive ancora una volta con un evento di portata internazionale, le “Giornate
Europee dell’Archeologia”, grazie alle quali in un duplice appuntamento, il 13 e il 14 giugno, la
città di Palmi s’inserisce nel circuito culturale facente capo al Ministero della Cultura.
Nata in Francia nel 2010 come evento nazionale, nel 2019, per il decimo anniversario, la
manifestazione viene estesa ai Paesi europei: vi aderirono diciotto nazioni, per un totale di 1.160 siti
archeologici visitabili, di cui quattordici siti UNESCO. Scopo dell’iniziativa è avvicinare il
pubblico al patrimonio archeologico del proprio territorio e diffondere la conoscenza anche delle
varie fasi della ricerca archeologica, attraverso attività che consentano di osservare l’archeologia nel
suo divenire (si parla, infatti, di Archeology in making); in queste giornate è possibile visitare scavi
attivi eccezionalmente aperti, visitare depositi, svolgere attività laboratoriali e incontrare
personalmente gli archeologi.
Il programma delle visite al Parco Archeologico del Taureani ha preso il via sabato 13 giugno, con
l’evento “Sotto la Torre”, il cui momento centrale è stata la conferenza “La Torre di Taureana e il
sistema difensivo del ‘500”, curata dalla Prof.ssa Francesca Martorano. Già docente dell’Università
Mediterranea, specializzata nello studio dei sistemi difensivi costieri, delle cinte murarie storiche e
dell’architettura militare di età medievale e moderna, nonché Vicepresidente della Deputazione di
Storia Patria per la Calabria, la Prof.ssa Martorano ha rivelato al pubblico presente, radunatosi
all’ombra dei maestosi ulivi del parco, alcune delle caratteristiche della Torre Saracena, una delle
poche frazioni del sito di proprietà comunale. La storia della Torre risale all’epoca medievale, come
baluardo della difesa costiera del territorio, costruita verosimilmente nel Trecento dell’anno Mille,
epoca in cui la Calabria era sotto la dominazione degli Angioini. La Torre aveva funzione di
“avviso”, ossia attraverso segnalazioni col fuoco doveva avvisare l’avvicinarsi dei nemici alle coste.
Quando, fra la fine del ‘400 e l’inizio del ‘500, cominciarono le incursioni provenienti dall’Africa e
la Calabria era sotto la dominazione spagnola, il viceré Toledo rinforzò la difesa costiera,
introducendo norme che regolavano la costruzione delle torri e il loro mantenimento e prevedendo
anche un contributo economico. In questo contesto emerge che la Torre di Taureana rivestiva un
ruolo importantissimo: è, infatti, censita nel Codice Romano Carratelli, viene indicata con le misure
in ogni sua parte, risulta “di ottima fattura”, tant’è che è arrivata fino a noi integra, e si conosce
anche il nome del torriero postone a guardia, tale Francesco Amiraglia. Le conclusioni della
Professoressa, al netto della ricostruzione storico-architettonica del presidio archeologico,
descrivono un territorio, quello dell’allora Palma, non periferico e per nulla marginale
nell’organizzazione burocratico-amministrativa dei Regni succedutisi nell’epoca medievale, ma
centrale, per essere sede d’interesse e di grande cultura, di cui anche i contemporanei dovrebbero
avere consapevolezza, per recuperare e valorizzare con orgoglio l’eredità tramandataci.
L’incontro è stato introdotto dal Direttore del Parco, Dott. Andrea Gennaro, che nel ricordare le
finalità dell’iniziativa, ha illustrato alcune idee progettuali per la valorizzazione e la gestione del
Parco. Il Presidente del Movimento San Fantino, Carmelo Arfuso, evidenziando il determinante
supporto che i volontari offrono alla manutenzione del Parco, ha condiviso alcuni spunti per

potenziarne la fruibilità. Il neonominato Assessore del Comune di Palmi, Carmelo Ciappina,
delegato dal Sindaco Giovanni Calabria, nell’esprimere vivo apprezzamento e gratitudine per
l’opera da anni svolta dai volontari, ha richiamato le linee programmatiche dell’Amministrazione
nell’ambito culturale, per evidenziare l’impegno del Comune di Palmi verso la valorizzazione e il
potenziamento dei siti d’interesse storico e archeologico presenti sul territorio.
Il secondo degli appuntamenti della manifestazione, “Sotto il cielo degli antichi. Concerto al
Parco”, previsto per il pomeriggio di domenica 14 giugno, ha coniugato archeologia e arte: il sito
archeologico è stato il palcoscenico dell’Ensemble di Ibicolab e del Coro “N.A. Manfroce”, diretto
dal Maestro Daniele Ciullo e accompagnato dalla pianista, Maestra Natalia Tatievskaya. Il
repertorio offerto al pubblico ha spaziato tra le musiche di Manfroce, Cilea, Gluck e Verdi, creando
suggestioni e suscitando emozioni, anche grazie alla sensibilità interpretativa degli artisti.
Il programma, in entrambe le giornate, è stato completato da visite guidate, estese anche ai nuovi
settori di scavo, offrendo un’anteprima sulle ultime scoperte archeologiche del sito.