Cinquefrondi, debito idrico da 4,6 milioni: il Comune al bivio tra piano di rientro e dissesto

Avviato un confronto con la Regione per evitare il dissesto. Il Comune cerca una via d'uscita

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Si addensano nubi su palazzo Manferoce sulla questione del debito del comparto idrico maturato e non versato alla Regione Calabria dal Comune di Cinquefrondi per il servizio prestato negli anni 1981-2004. Ventitré anni di suspense conclusi con la recente pronuncia sfavorevole del Tribunale ordinario di Catanzaro che ha, sostanzialmente, certificato all’ente una posizione debitoria complessiva di oltre 4,6 milioni di euro. Un vero e proprio macigno per amministratori e cittadini, già alle prese con il piano di riequilibrio approvato nel 2024, che potrebbe scadere nella dichiarazione di dissesto finanziario.

È stato proprio il sindaco, Michele Conia, a ragguagliare sugli sviluppi informando i cittadini di diversi incontri tecnici e operativi tenuti presso la sede regionale affiancato dai dirigenti Carmela Albanese, Vincenzo Macrì e dal segretario comunale Carmelo Impusino spiegando che, seppur proficue e necessarie, queste interlocuzioni non hanno ancora prodotto l’effetto disco verde sperato.

Decisioni e dubbi che, stando alle parole del primo cittadino, sarebbero ancora in bilico tra dissesto e piano di rientro e che neanche gli incontri tenuti a più alti livelli – con ben due assessori regionali e persino lo stesso Presidente Roberto Occhiuto, assistito dal capo di Gabinetto Luciano Vigna – hanno potuto ancora asseverare o dissipare.

Peraltro, nelle parole dello stesso Conia è trasparsa tutta la preoccupazione per l’eventualità del dissesto, correlata all’impossibilità per il Comune di mantenere una situazione sostenibile sotto il profilo economico e finanziario, che sfocerebbe nel risanamento strutturale dell’ente negli esercizi successivi. Cosa che produrrebbe, a cascata, una serie di conseguenze, di natura politica e amministrativa.

Prime fra tutte una riorganizzazione della gestione finanziaria dell’ente, con l’introduzione di misure correttive finalizzate al ripristino dell’equilibrio economico e alla continuità amministrativa; l’imposizione di limiti sulla contrazione di nuovi mutui e ai pagamenti in conto competenza, oltre alla possibilità di aumentare imposte e tasse locali per riequilibrare lo stato dell’ente con eventuali riverberi anche sullo stesso personale dell’ente.  

Conia ha preannunciato nuovi incontri in Regione per verificare ogni possibilità e battere ogni pista burocratica con l’obiettivo di scongiurare il peggio confermando, ancora una volta, che la decisione finale sarà comunque frutto di un’assemblea pubblica con i cittadini a cui saranno fornite le opportune spiegazioni anche attraverso l’esibizione delle carte.