“Palmi, un’enorme terrazza sul mare”

L'Associazione "Fogghi di Luna" presente all'iniziativa dal titolo "Cambiamo"

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“Come non essere certi dell’esistenza di Dio quando dall’alto delle coste di Palmi si vede tramontare il sole di Sicilia?”, scriveva lo scrittore francese Astolphe De Custine. 

Delle bellezze paesaggistiche  e delle potenzialità del Comune tirrenico che si affaccia sul litorale della caratteristica Costa Viola si è discusso nel corso di un incontro on line organizzato da “Cambiamo!” dal titolo: “Palmi: un’enorme terrazza sul mare”.

Al confronto con il Coordinatore   provinciale Saverio Anghelone e la Responsabile Territoriale di Palmi Maria Melissari è intervenuto Eugenio Crea membro dell’Associazione “Fogghi di Luna”. A moderare Francesco Meduri, Responsabile Provinciale Organizzazione e Sviluppo Territoriale del movimento. 

Per la Melissari «Palmi è uno straordinario balcone sullo Tirreno in cui si respira un’atmosfera magica e sempre diversa, fatto di numerosi scorci che non sono conosciuti da tutti e che non vengono valorizzati adeguatamente. Ogni angolo, ogni stradina sono intrise di storia e cultura tanto da essere già stati fonte di ispirazione di  poeti e  scrittori. Purtroppo, in questi anni il territorio è stato abbandonato dalle istituzioni e le tante iniziative organizzate dalle associazioni per valorizzarlo non sono sufficienti in quanto occorre una politica mirata».

«Ritengo – ha asserito Crea – che una delle pecche del nostro territorio sia non promuoverlo in maniera efficace. Negli ultimi anni i media ed i social media hanno sicuramente offerto un notevole contributo in questo senso ma chi ha voglia di investire sul turismo deve farlo con azioni concrete. Ovviamente, diverse sono le criticità da affrontare e problemi da risolvere ma, al contempo, il territorio è dotato di punti di forza e di risorse che potrebbero rilanciarlo. Palmi,  geograficamente, è un Comune privilegiato essendo collocato tra mare e montagna e da cui si può godere di un paesaggio spettacolare  costituito anche da sentieri, varietà di coste e spiagge non convenzionali. In quest’ottica di sviluppo – ha aggiunto – sarebbe importante avere una figura qualificata che spieghi ai numerosi turisti, anche stranieri, la storia, la cultura e le caratteristiche di quest’area. Altresì, essere fuori dai grandi circuiti turistici potrebbe essere un punto di forza in quanto potrebbe rappresentare un itinerario alternativo alle mete abituali. A mio giudizio manca la consapevolezza di investire ed una guida capace  che  punti  su cultura e turismo come  volano di sviluppo del Comune tirrenico».

«Il territorio della Piana – ha affermato Anghelone – rappresenta  un caposaldo dal punto di vista commerciale, agricolo e balneare. Il Porto di Gioia Tauro con l’istituzione della Zes e  gli investimenti che in questi anni sono stati fatti per potenziare il retro porto potrebbero dare nuovo impulso all’economia  creando occupazione sulla fascia tirrenica  e su tutto il territorio della Piana. Diverse sono le criticità ma occorre investire sulle peculiarità e le risorse di cui gode come l’olio conosciuto in  tutta Italia per la sua qualità o le arance ed i mandarini. Prodotti di eccellenza che devono essere valorizzati con l’istituzione di Consorzi. Il settore agricolo – ha concluso – può essere trainante per lo sviluppo di questo territorio. Ma non solo, anche il turismo religioso potrebbe fungere da attrattore turistico organizzando magari degli itinerari ad hoc che avrebbero il suo fulcro nella Varia di Palmi che costituisce un patrimonio culturale inestimabile».