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Palmi, successo per la tappa del Campionato di Vela d’Altura: la Lega Navale racconta crescita, sfide e nuovi progetti

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Lo scorso fine settimana il Porto di Taureana ha ospitato la XIX edizione del Campionato di Vela
d’Altura. È stata un’emozione veder sfilare nelle acque frontistanti il porto le barche giunte per la
competizione: altere, eleganti, autentiche signore del mare, con livrea bianca, rossa o variopinta.
Incuriositi dalla manifestazione e catturati dal desiderio di saperne di più, abbiamo raggiunto
telefonicamente il Presidente della Sezione di Palmi della Lega Navale, l’Avv. Gianni Grillea, per
un’intervista, che dai dettagli della gara spaziasse alle attività e al ruolo della Lega nel contesto di
questa e delle tante altre attività afferenti al mare e al mondo della navigazione tout court.


Presidente Grillea, grazie per la sua disponibilità. Innanzitutto, vorremmo fornire ai nostri lettori
alcune informazioni sulla vela d’altura e su quali siano le caratteristiche di un campionato di vela
di altura.

Grazie alla Redazione di Inquieto Notizie, sono lieto di questa opportunità. Rispondo subito dicendo
che la vela d’altura è la disciplina velica praticata in mare aperto, spesso in condizioni meteorologiche
variabili e impegnative. Si distingue dalla vela costiera o della vela in acque protette per la distanza
dalla terraferma, la durata delle regate e le condizioni ambientali in cui si naviga.
Le imbarcazioni utilizzate di lunghezza variabile, generalmente dai 7–8 metri in su, sono barche a vela
attrezzate per navigazioni prolungate; i percorsi si sviluppano in mare aperto, spesso con boe, o distanti
dalla costa, oppure con rotte punto-a-punto tra porti diversi. Le regate possono durare da poche ore a
settimane o arrivare, addirittura, a mesi.
La vela d’altura richiede competenze tecniche avanzate, capacità di navigazione notturna, gestione
meteorologica, lavoro di equipaggio coordinato e resistenza fisica e psicologica. È considerata tra le
forme più complete e affascinanti di sport velico, capace di coniugare avventura, tecnica e spirito di
squadra.

La XIX edizione ha fatto tappa a Palmi: da quanto tempo la Lega Navale di Palmi partecipa a
questo evento?

La nostra collaborazione con il Campionato di Vela d’Altura, il più importante e prestigioso evento
velico della Calabria, organizzato dal Circolo Velico Santa Venere di Vibo Valentia, risale a quasi
cinque, forse anche sei anni fa. All’inizio il nostro ruolo era quello di cancello di arrivo della tappa
Tropea-Palmi: le barche tagliavano il traguardo davanti la nostra costa e poi proseguivano verso Reggio
Calabria per disputare l’ultima regata che concludeva il campionato.
Da tre anni a questa parte, su insistenza dello stesso Circolo Velico organizzatore, abbiamo fatto un
salto di qualità. Siamo stati audaci — e ne siamo fieri — e abbiamo creato a Palmi qualcosa che non si
era mai visto prima: una vera e propria tappa velica del campionato, con tutto ciò che questo comporta
in termini di organizzazione, accoglienza e spettacolo sul mare. Siamo arrivati alla terza edizione, e
posso dire con soddisfazione che ogni anno riscuote sempre più successo. Che la XIX edizione del
campionato abbia fatto tappa a Palmi è per noi motivo di grande orgoglio.

Quante sono state le imbarcazioni coinvolte in questa edizione e da dove provenivano?
In questa edizione abbiamo avuto la partecipazione di dieci imbarcazioni, un numero che ci ha fatto
molto piacere e che conferma la crescita dell’evento. Le barche provenivano da tutta la Calabria, sia
dalla parte settentrionale che da quella meridionale, a testimonianza del fatto che la tappa di Palmi sta
diventando un appuntamento riconosciuto e apprezzato a livello regionale. Vedere radunate nel nostro
specchio d’acqua imbarcazioni provenienti da tutta la regione è qualcosa che dà la misura di quanto
questo evento stia crescendo di anno in anno.

Il mondo della vela è anche un mondo di relazioni umane: come è stato l’approccio con gli
equipaggi e quale la percezione avuta delle loro impressioni sulla realtà e la situazione dell’area
portuale di Taureana. Ricordiamoci che ci si confronta con uomini e donne abituati a viaggiare e
a vivere realtà anche geograficamente lontane dalla nostra.

L’approccio umano è stato assolutamente positivo. Sono persone abituate a navigare e questo rende loro
interlocutori attenti e con un occhio critico, ma equilibrato. Hanno apprezzato molto la nostra
accoglienza e la nostra struttura, che è dotata di tutti i servizi essenziali: pontili attrezzati con corrente
elettrica, acqua, Wi-Fi, servizi igienici e altro ancora. Su questo fronte non abbiamo nulla da invidiare
ad altri.
Tuttavia, ed è giusto dirlo con onestà, all’interno del porto mancano ancora servizi che dovrebbero
essere considerati minimi, a partire dai collegamenti con il territorio. Non esistono navette o trasporti
pubblici che colleghino l’area portuale di Taureana con il centro cittadino o con la stazione ferroviaria,
tant’è che alcuni membri degli equipaggi che dovevano prendere il treno sono stati accompagnati da noi
personalmente, con i nostri mezzi privati. Questo la dice lunga sulla situazione.
Nell’area portuale di Taureana c’è ancora molto lavoro da fare. Siamo indietro, e bisogna riconoscerlo.
Mi vengono in mente realtà anche vicine a noi come Tropea o Roccella Jonica, i cui porti sono ben
attrezzati e strutturati per accogliere la nautica da diporto a trecentosessanta gradi. Quello è il livello a
cui dobbiamo ambire.

Torniamo alla Lega Navale, soffermiamoci sugli scopi di quella che non è solo una realtà
associativa, ma ha un proprio ruolo ben definito nel dialogo interistituzionale. Parliamone.

La Lega Navale Italiana è un ente pubblico associativo senza scopo di lucro con una storia straordinaria
alle spalle. Fu fondata a La Spezia nel 1897, quindi conta 129 anni di vita, il che la rende una delle
realtà associative più longeve d’Italia. Nasce da un piccolo gruppo di appassionati del mare, uniti
dall’ideale di risvegliare nel giovane Regno d’Italia una coscienza marinara un ideale che, per un Paese
come il nostro, proteso nel Mediterraneo, era quanto mai naturale.
Oggi la L.N.I. opera sotto la vigilanza dei Ministeri della Difesa e delle Infrastrutture e Trasporti; è
riconosciuta come Associazione di Protezione Ambientale e svolge attività di promozione e utilità
sociale. Può contare su oltre 63.800 soci, 80 basi nautiche e più di 250 strutture periferiche tra sezioni e
delegazioni su tutto il territorio nazionale. Non è, quindi, una semplice associazione sportiva: è un
soggetto istituzionale a pieno titolo.
A livello locale, la nostra sezione di Palmi si inserisce pienamente in questa cornice. Il dialogo con le
amministrazioni regionali e locali è parte integrante del nostro mandato, regolato da protocolli d’intesa
che permettono di sviluppare programmi coordinati sul territorio. E noi questo lo viviamo ogni giorno,

nella collaborazione con il Comune, nelle attività nelle scuole, nell’organizzazione di eventi, come la
regata di domenica scorsa. Siamo volontari, ma siamo anche un presidio istituzionale per la cultura del
mare su questo territorio.
Ma c’è una dimensione che mi sta particolarmente a cuore ed è quella della formazione, soprattutto
nelle scuole. Abbiamo siglato diversi protocolli d’intesa con istituti scolastici del territorio, contiamo tre
delegati scolastici e quest’anno abbiamo avviato un percorso con l’I.C. San Francesco di Palmi che si
concluderà a fine anno scolastico. Portare i ragazzi della Scuola Superiore di Primo Grado, a cui il
percorso è rivolto, a conoscere il mare, a rispettarlo, a viverlo è per noi il contributo più importante che
possiamo dare.
La nostra visione? Continuare su questa strada. Siamo volontari, non dimentichiamolo. Amiamo il
mare, cerchiamo di proteggerlo e di condividere questa passione con chiunque la senta come noi.
Collaborare con chi ama il mare, nelle istituzioni come nella società civile, è la nostra bussola.

La Lega Navale di Palmi è cresciuta nel tempo, diventando parte attiva e anche propositiva di
tante iniziative e manifestazioni: illustriamo questo percorso da quando è iniziata la sua
presidenza.

Sono iscritto alla Lega Navale dal 2000, quindi sono ormai 26 anni che faccio parte di questa realtà. La
sezione di Palmi, nata in quello stesso anno, è stata fortemente voluta dal nostro socio decano, Alberto
Ierace, che ha avuto il merito e la visione di portare la Lega Navale a Palmi. Io sono tra i soci più
anziani, uno di quelli che c’era dall’inizio.
Nel corso degli anni la sezione ha avuto i suoi alti e bassi. Nel 2016 ho deciso di impegnarmi
direttamente negli organi dirigenziali, prima come vicepresidente e poi come presidente; oggi sono al
secondo mandato, che scadrà a marzo del 2027. Agli inizi del mio percorso nei ruoli rappresentativi la
situazione non era delle migliori: eravamo delegazione, con meno di cinquanta soci e non godevamo di
ottima salute.
Da lì è iniziato un cammino fatto di grande impegno, di sacrifici veri: lavoro, famiglia e hobby messi in
secondo piano, ma il lavoro compiuto con un gruppo di soci ha dato i suoi frutti. Oggi la sezione vanta
oltre 100 iscritti e quasi 100 studenti. Un salto enorme rispetto al punto di partenza, ma non è solo una
questione di numeri. Abbiamo costruito un’offerta articolata: regate veliche, gare di nuoto con circa
ottanta atleti partecipanti, anche da fuori regione. La nostra gara di nuoto rientra nel circuito della
Federazione Italiana Nuoto e ritengo, con un po’ di orgoglio lo ammetto, che sia diventata una delle
manifestazioni più importanti a livello locale, seconda forse solo alla Traversata dello Stretto.
E poi c’è tutto il resto: le iniziative ambientali con associazioni come Plastic Free, le giornate di pulizia
delle spiagge, l’attenzione al territorio. Un capitolo che mi sta particolarmente a cuore è quello dedicato
alle persone con disabilità. Lo scorso anno abbiamo ospitato a bordo della nostra imbarcazione a vela i
ragazzi dell’associazione “Coloriamo l’Arcobaleno”: abbiamo fatto conoscere loro la nostra costa, il
mare, la bellezza di navigare. Sono esperienze che vanno ben oltre lo sport e l’associazionismo, perché
toccano qualcosa di più profondo.

Quali sono i punti di forza e le criticità ancora da superare per fare crescere meglio la Lega
Navale?

I punti di forza sono il gruppo umano, la sede, i rapporti istituzionali, le attività, la visibilità acquisita
nel corso di questi anni.
Le criticità risiedono tutte in una sola domanda: cosa frena ancora la crescita? Sicuramente le risorse
economiche: noi ci autofinanziamo con le quote associative, per cui non abbiamo grande disponibilità
economica; inoltre, risentiamo della mancanza di spazi e di altre strutture. Infine, la scarsa
partecipazione dei giovani, i cavilli della burocrazia e il porto di Taureana ancora incompleto.
Torniamo a domenica scorsa: come si è conclusa la gara?
La regata di domenica è stata davvero bellissima, ed è difficile non rimanere incantati davanti ad
un’immagine così suggestiva, quelle vele colorate hanno offerto uno spettacolo davvero emozionante
ed indimenticabile.
Per quanto riguarda i risultati, credo che la tappa sia stata vinta dall’imbarcazione “Miccetta”, ma sulla
classifica generale preferisco essere preciso piuttosto che approssimativo; non ho i dati in questo
momento e non voglio dare informazioni inesatte. Renderemo noti i risultati ufficiali non appena
avremo la classifica definitiva.

Concludiamo la nostra intervista, ringraziandola ancora, ma curiosi di sapere quale sarà il
prossimo appuntamento della Lega Navale di Palmi?

Il prossimo evento è qualcosa di molto significativo, che va ben oltre la dimensione sportiva e
associativa. Il 6 giugno 2026, alle ore 10:00, presso la nostra sede nel porto della Tonnara, si terrà la
cerimonia di intitolazione della nostra imbarcazione a vela “Ocean Dream” alla memoria degli
Appuntati Scelti dell’Arma dei Carabinieri Antonino Fava e Vincenzo Garofalo, nell’ambito del
Progetto “Mare di Legalità”, promosso dalla Presidenza Nazionale della Lega Navale Italiana.
Fava e Garofalo erano in forza all’aliquota radiomobile della Compagnia di Palmi. Persero la vita il 18
gennaio 1994, vittime di un vile agguato mafioso sull’Autostrada Salerno-Reggio Calabria, nei pressi
dello svincolo di Scilla: la loro autovettura fu affiancata e colpita da un commando armato. Un atto che
si inquadrava nella strategia stragista della ‘ndrangheta calabrese, in quel periodo in coordinamento con
Cosa Nostra siciliana, in una sistematica offensiva contro le Forze dell’Ordine e le Istituzioni dello
Stato. Entrambi sono stati insigniti della Medaglia d’Oro al Valor Militare. Solo nel marzo del 2023 la
Corte d’Appello di Reggio Calabria ha confermato la condanna all’ergastolo per i boss riconosciuti
come mandanti del duplice omicidio.

Il Progetto “Mare di Legalità” prevede l’utilizzo di imbarcazioni confiscate alla criminalità organizzata
e affidate alle sezioni periferiche della Lega Navale, per svolgere attività educative, culturali e
ricreative rivolte ai giovani e alla comunità, avvicinandoli ai valori della legalità e della giustizia. La
nostra imbarcazione Jeanneau 42 “Ocean Dream” è già impiegata dalla nostra sezione per attività
formative, escursioni educative e laboratori didattici con le scuole e intitolarla a questi due servitori
dello Stato ci è sembrato il modo più naturale e più vero per dare un’anima a questo progetto.
Alla cerimonia saranno invitate le autorità civili, militari e religiose locali, i vertici nazionali e
interregionali dell’Arma dei Carabinieri, i rappresentanti delle Forze di Polizia a livello regionale. Ma
l’invito più importante, quello che ci sta più a cuore, è quello rivolto ai familiari di Antonino Fava e
Vincenzo Garofalo. La loro presenza, se vorranno onorarci, renderà questa giornata qualcosa di
indimenticabile per tutta la comunità. Vi aspettiamo.