Palmi, nasce “La Coperta di Yusuf”

L'idea è quella di costruire un "deposito della memoria" anche nella Piana

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Nell’ultimo anno e ancora prima, siamo stati investiti dalle notizie tragiche degli affondamenti nel Mediterraneo: centinaia di donne, uomini e bambini senza nome, morti senza giustizia, affogati per la sola colpa di cercare disperatamente di realizzare una vita più dignitosa.

Il viaggio come unica speranza a cui aggrapparsi.

La stessa identica speranza di chi il viaggio lo conclude continuando una “non vita” tra le nostre campagne, senza diritti e senza protezione, alla mercé di un sistema economico che riduce i lavoratori braccianti a mera manodopera sfruttata: uomini e donne che muoiono in baracche fatiscenti durante roghi, o uccisi perché trattati come cose e non come vite umane, o in incidenti tornando in bicicletta dal lavoro.

Per restituire nomi volti e dignità a questi uomini e a queste donne, nasce l’adesione al progetto “La coperta di Yusuf”.

L’idea, nata a Lampedusa all’indomani dell’annegamento del piccolo Yusuf, è di costituire un deposito della memoria anche nulla Piana di Gioia Tauro, un luogo attraversato spesso dai sopravvissuti del viaggio. Vogliamo costruire una coperta fatta da tante piccole “mattonelle” realizzate ai ferri o all’uncinetto, che rappresentino una storia, un nome, una vita, per restituire dignità attraverso la memoria. La coperta sarà trama e ordito insieme, sarà la capacità di memoria e di racconto, attraverso la raccolta di tante storie da mettere insieme grazie ad un impegno che vogliamo militante e di comunità.

Singole persone che si mettono insieme: cuciono, ricordano raccontano tramandano storie. Vogliamo inoltre cucire la nostra coperta creando una vicinanza tra gli sfruttati e i morti per lavoro nella Piana di oggi, con una raccolta di memorie dei braccianti morti per le rivendicazioni degli anni ‘40/’50, i morti delle occupazioni delle terre, quelli che chiedevano giustizia diritti speranza, esattamente come i braccianti in bicicletta che incontriamo sulla nostra piana

La coperta, attraverso le sue mattonelle, ricorderà anche Musa Balde, il giovane ragazzo guneiano suicida, rinchiuso presso il centro di permanenza per i rimpatri di Torino, a seguito del barbaro pestaggio di cui è stato vittima a Ventimiglia poche settimane fa. Il pestaggio da parte di alcuni nostri conterranei (uno degli indagati è un palmese), è avvenuto davanti alle telecamere di un centro commerciale, sotto gli occhi scioccati dei passanti. L’ondata di tristezza e sdegno che ci ha investiti in questi giorni, non può e non deve lasciarci indifferenti.  

«Ci sembra – afferma Mimma Sprizzi, promotrice dell’iniziativa – he cucendo insieme queste storie restituiremo alla comunità una verità che il nostro mondo tende a rimuovere: i diritti devono essere per tutti. Ed è la lotta per conquistarli che ci rende davvero tutti uguali. Parte dunque nel nostro territorio questo importante percorso: chi si volesse unire per creare una mattonella legandola ad una storia, ci contatti alla nostra pagina Facebook @la coperta della memoria Palmi/Piana  di Gioia Tauro, oppure la si può portare presso il punto di raccolta attivato nell’agenzia “Law Service” in via Roma 63 Palmi (di fronte Tribunale Civile)».