Palmi, i partiti dell’area di sinistra all’attacco dell’amministrazione comunale: dimettetevi

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Palazzo San Nicola a Palmi

Riceviamo e pubblichiamo:

È ormai di tutta evidenza che Palmi sia amministrata da una compagine senza nerbo politico, tenuta insieme da piccoli opportunismi personali, che mostra i limiti propri di un’armata Brancaleone. Una compagine acefala, capitanata da un Sindaco il cui variegato curriculum politico è la storia vivente ed emblematica di quel trasformismo qualunquista che tanto danno arreca alla società ed alle Istituzioni. Ad oltre un anno dal suo insediamento l’Amministrazione comunale di centrodestra ha dimostrato di essere drammaticamente incapace ed inadeguata ad affrontare i veri problemi che attanagliano la città.

Il Piano di Recupero Urbano del quartiere Pille è fermo al palo, con conseguenti gravi disagi dei residenti e ad oggi l’Amministrazione comunale non è riuscita ad offrire una seria e concreta prospettiva per il riavvio dei lavori ed il completamento delle opere.
La Ppm rimane ai limiti della sopravvivenza, con i dipendenti che non percepiscono lo stipendio, senza un piano industriale e senza alcun progetto di rilancio;
Il Decreto ” salva debiti”, con cui il governo centrale ha dato l’opportunità agli enti locali di effettuare i pagamenti alle ditte creditrici, è stato irresponsabilmente ignorato, con gravissime ripercussioni sulla futura stabilità finanziaria dell’Ente.
Il Piano Spiaggia perdura nell’insabbiamento burocratico, non si hanno notizie sull’esito delle domande di concessione, che da anni giacciono inevase presso gli uffici del comune e si rileva l’illegittimità delle attuali concessioni, effettuate senza un bando pubblico ed in assenza del quadro di riferimento previsto dalla normativa in materia;
La pratica “Cinema Sciarrone” sembra arenata nel dimenticatoio, nonostante il cospicuo finanziamento regionale accordato dalla precedente giunta regionale di centrosinistra “Loiero – Tripodi”;
Gli impianti sportivi sono di difficile e problematica utilizzazione per la cittadinanza… con la grande incompiuta del campo di “Garanta” e con lo scheletro di un palazzetto dello sport mai nato e divenuto oggi monumento allo spreco ed all’incapacità amministrativa;
La raccolta differenziata, avviata dalla precedente amministrazione, non è stata rivitalizzata da un punto di vista organizzativo e non si è concretamente attuata la promessa premialità per i cittadini più scrupolosi;
L’ordinaria amministrazione, quelle semplici cose che dovrebbero andare avanti anche in assenza di una volontà politica (la pulizia delle strade, l’eliminazione delle erbacce, la manutenzione del verde etc,) langue in uno stato semicomatoso;
Dopo un anno di guerra tutta interna alla maggioranza, con i contrasti furibondi tra il presidente del consiglio e l’assessore al ramo Letteria Pipino, siamo ancora in attesa che l’Amministrazione indichi un crono programma credibile di approvazione e attuazione del Psc, per dare alla città uno strumento urbanistico che sappia coniugare sviluppo ed ambiente. Non si illudano di addormentare le coscienze conferendo targhe, onorificenze e premi, organizzando spettacoli, feste e festoni. Giovanni Barone è il principale responsabile del malgoverno palmese visto che è amministratore locale da oltre 20 anni, nei diversi ruoli di Assessore, Vicesindaco, Presidente del Consiglio Comunale, Consigliere Provinciale ed oggi Sindaco.
La cittadinanza non è più disposta a tollerare questo modo di (non) fare e dice basta con il paternalismo amministrativo, con il qualunquismo organizzato e con la piccola politica del “tirare a campare”.Oltre alle suesposte ragioni di incapacità politica, le cronache di queste settimane ci consegnano un affresco realistico e drammaticamente allarmante dell’amministrazione di centrodestra che guida la città.
I singoli elementi che concorrono alla definizione del quadro sono così numerosi da non potersi elencare in modo esaustivo e pertanto ci limitiamo alle evidenze più eclatanti:
– L’aggravato ripetersi dei vecchi vizi della politica clientelare. Il sindaco Giovanni Barone e la sua giunta, sulle spalle dell’interesse collettivo, hanno provveduto a compensare i propri galoppini elettorali in barba ai tanto sbandierati criteri di professionalità e competenza. Si che, i dipendenti e funzionari che hanno appoggiato le liste del Sindaco si è trovato il modo di sistemarli nei posti di loro gradimento, anche se ciò contrastava con elementari logiche di correttezza e razionalità;
– Il padre del vicesindaco Giuseppe Mattiani condannato in primo grado nel processo “Cosa Mia” per favoreggiamento

Giuseppe Mattiani

reale di una cosca mafiosa che opera in città, processo nel quale il comune è costituito parte civile e dunque in condizione di netta contrapposizione di interessi con i condannati;

– La madre dello stesso vicesindaco coinvolta in una grave e complessa problematica di abusivismo edilizio;

– La nomina di Natale Pace, assessore con delega al personale, è di grave inopportunità derivante sia dai suoi recenti trascorsi di sindacalista ( NB. Nel caso di funzionario la norma espressamente vieta l’incarico di responsabile del personale se nel biennio precedente si siano ricoperti incarichi politici o di sindacato ) sia per un evidente conflitto d’interessi per l’ essere padre di un dipendente della PPM (società partecipata al 100% dal comune);

 

Natale Pace

– Lo stesso assessore Pace che in merito alle vicende inerenti “Villa Repaci” ha assunto un comportamento inquietante e poco istituzionale, concedendo la guardiania dei terreni ad un soggetto che ha sempre cercato di impossessarsene in tutti i modi. Un pregiudicato, definito dall’assessore come meritevole di una “medaglia doro” che (fino alla denuncia del centrosinistra) gestiva il terreno a proprio piacimento, giungendo anche a tagliarne gli alberi e venderne il legno.

– Il presidente del Consiglio Gaetano Muscari coinvolto in una torbida vicenda di abusivismo edilizio con eclatante sequestro di fabbricati e piscina, operato dalla Guardia di Finanza, perche abusivi ed edificati in zona con vincolo archeologico;

– Lo stesso Presidente del Consiglio che trova normale assumere la difesa di un soggetto denunciato dalla ditta Clarà per estorsione in merito ai lavori di risanamento del quartiere Pille. Un fatto di un’inopportunità evidentissima se si considera che il comune (con ritardo e solo dopo forti denunce giornalistiche e politiche) si è costituito parte civile nel processo in questione.

Gaetano Muscari

Non vogliamo in alcun modo interferire nell’ambito funzionale dell’autorità giudiziaria, ma riteniamo sia nostro preciso dovere politico, come forze di opposizione, denunciare la gravità della situazione. Altro che interessi collettivi, si tratta di fatti gravissimi la cui portata politica è enorme e prevale anche rispetto alla valenza giudiziaria.
Abbiamo aspettato qualche giorno prima di assumere questa posizione pubblica perché speravamo che, in un sussulto di senso civico e di responsabilità, i nostri amministratori rassegnassero le dimissioni anche per salvaguardare l’istituzione municipale. Un’istituzione ormai condizionata dal torbido chiacchiericcio, alimentato anche dal vorace cannibalismo speculativo tutto interno alla maggioranza. Ma così non è stato, non si sono ancora dimessi ed anzi continuano imperterriti ad eludere le questioni.
Lor Signori non si rendono conto che la situazione è di una gravità inaudita, che il vicesindaco rappresenta una parte cospicua del consenso elettorale che ha determinato la vittoria di questa maggioranza, che non basta un semplice maquillage di facciata affinché, come dice il sindaco, “parvenze e sussurri non abbiano futuro” e che non possono pregiudicare un’immagine della città mai infangata. Abbiate un sussulto di dignità politica, prendete atto del vostro fallimento e dimettetevi tutti.

 

Partito Democratico
Sinistra Ecologia e Libertà
Centro Democratico
Sinistra per Palmi
Palmi Domani