Palmi, Donato: «Fallimentare il servizio porta a porta»

L'ex consigliere di maggioranza, oggi nel gruppo misto, attacca duramente l'amministrazione sulla gestione dei rifiuti

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Palazzo San Nicola a Palmi
Nei giorni scorsi il nostro Sindaco ha inscenato al Consiglio Regionale una clamorosa protesta contro il problema dei rifiuti.
Il primo cittadino si è presentato all’appuntamento con tanto di fascia tricolore, dopo un incontro con altri sindaci per una infinita ed estenuante riunione sull’emergenza rifiuti.
 
La presenza del Sindaco palmese è apparsa grave anche con riferimento alle roventi parole pronunciate qualche giorno fa con le quali annunciava “urbi et orbi“ azioni clamorose qualora la Regione non avesse assunto iniziative tese a risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti per quanto di competenza regionale presso impianti della Regione.
Intervengo solo per dovere di chiarezza nei confronti dei cittadini palmesi che, giustamente, non possono conoscere a fondo le dinamiche di un settore così complesso e delicato.
 
Al nostro carissimo Sindaco ricordo che la sua persona riveste l’incarico di vice Presidente dell’ATO (Ambito Territoriale Ottimale) Rifiuti che ha origini e competenze sovracomunali, in particolare per la città metropolitana di Reggio di cui Palmi è parte, indipendentemente da quelle che sono le responsabilità pur evidenti della Regione e della stessa amministrazione comunale in carica.
Il sistema di raccolta “porta a porta“ (p. a. p.), per come previsto dall’art. 4 del Capitolato speciale d’appalto (Modalità di esecuzione dei vari servizi), dovrebbe interessare tutti i rifiuti urbani (differenziati e indifferenziati), mentre a tre anni dalla sua applicazione ci troviamo di fronte a un sistema “misto” in cui permane la classica raccolta stradale per il rifiuto indifferenziato e la raccolta p. a. p. riguarda le sole frazioni multi materiale, carta e vetro, mentre per imballaggi e umido che non viene fatta.
 
A me non sembra affatto così.
 
Detto questo è normale che il rifiuto differenziato non raccolto nei giorni prestabiliti favorisca purtroppo ancora intollerabili fenomeni di abuso nel conferimento e che, in assenza del servizio per l’assimilazione dei rifiuti speciali a quelli urbani, diventa impossibile elevare contravvenzioni. Non è chiaro.
 
Il sistema di raccolta p. a. p., inoltre, aveva previsto un principio incentivante per l’utenza (art. 16 del Capitolato speciale d’appalto – Responsabilità ed oneri dell’aggiudicatario) sulla base dei conferimenti effettuati nel corso dell’anno e delle percentuali di raccolta differenziata raggiunta.
 
Alla fine di ogni anno si sarebbe dovuto fare un conteggio per applicare l’eventuale sgravio proporzionale in bolletta (Differenziare premia).
A quanto pare però, in tre anni non si è stati in grado di realizzare un progetto che avrebbe avuto certamente un esito positivo sia per le tasche dei cittadini che per l’ambiente, con la riduzione dei costi di smaltimento dei rifiuti negli impianti.
In tal senso sarebbe utile verificare se ci sono responsabilità anche sotto il profilo del danno economico per l’ente comunale da sottoporre alla Corte dei conti.
 
Verificato che la tariffa TARI come si evince nella deliberazione del Consiglio Comunale N.40 del 30/07/2020 deve essere determinata nel rispetto del principio comunitario “chi inquina paga”, sancito dall’articolo 14 della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti, adottando i criteri dettati dal regolamento di cui al D.P.R. 27 aprile 1999, n. 158, poi evolutosi nel principio “pay as you through” (paga come lanci) e comunque in relazione alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia delle attività svolte;
 
I cittadini mi chiedono e vogliono capire quanto capita ma dovrebbe essere GIUSEPPE Ranuccio il vice presidente dell’ATO rifiuti della Città metropolitana a spiegare quale sia il rapporto tra il Comune, l’appaltatore del servizio e i Consorzi di filiera; chi in questi anni ha gestito la convenzione con il CONAI e incassato i contributi dovuti per la cessione dei materiali; se questi ultimi siano adeguati alla corretta valorizzazione dei materiali.
 
Dal luglio 2017 al dicembre 2019 l’Ente comunale ha effettivamente incassato dai consorzi di filiera per il conferimento della frazione secca della raccolta differenziata (carta e cartone, vetro e multimateriale) la somma di euro 206.178,60 come si evince dall’unica determina pubblicata (la n.1.007 del 17/12/2019).
 
Nel 2017 il Comune di Palmi (ultimi dati ufficiali disponibili di Arpacal) ha avuto una produzione di 1.694.981 Kg di rifiuti indifferenziati e di 1.628.780 kg di raccolta differenziata con una percentuale pari al 43.61% mentre l’anno precedente (ancora dati Arpacal), pur avendo una produzione di rifiuti indifferenziati più bassa, 1.946.270 Kg, aveva fatto registrare una raccolta differenziata di 1.634.640 Kg pari al 45,14%. I CONTI NON TORNANO!
 
Anche senza attendere i dati per gli anni successivi, vale a dire per il 2018 e 2019, che non sono stati ancora inspiegabilmente prodotti al competente ufficio Arpacal, si evince che in tre anni il servizio è stato un insuccesso.
Il dato del 2020, visto lo stato del territorio palmese, non potrà certo dare esiti più favorevoli in termini di performance ambientali e di costi.
 
Quel che è certo è che l’ultima dichiarazione del Sindaco, raccolta differenziata addirittura al 67,83% , è priva di ogni fondamento reale.
In questo disastroso panorama l’Amministrazione comunale, che pur vantava significative presenze amiche all’interno di quella Regionale, non è riuscita che a promuovere un solo elemento di novità dal punto di vista politico: l’idea, presto stroncata, dell’internalizzazione del servizio per impraticabilità normativa oltre che per l’impossibilità di destinare il piazzale della municipalizzata P.P.M al deposito dei rifiuti durante la fase emergenziale.
 
Per il resto nulla: Palmi non fa rispettare il Capitolato speciale d’appalto vigente e il futuro è incerto, visto e considerato che in data 24/06/2020 con determina n. 453 sono stati approvati gli atti tecnici per l’indizione di una nuova gara per l’aggiudicazione del servizio integrato di raccolta, trasporto, avvio a recupero e smaltimento dei rifiuti urbani e assimilati, e che in data 25/06/2020 con determina n. 455 è stata decisa proroga per mesi 6 alla ditta Locride Ambiente già aggiudicataria del servizio a far data dal 01/07/2017.
È davvero umiliante dover prendere a modello altri comuni vicini, ma è una innegabile verità che la ormai ex capofila della Piana presenti una situazione di degrado assoluto, con le strade sempre strabordanti di rifiuti e nauseabonde e contestualmente anche le spiagge della nostra amata Tonnara; la situazione è assai peggiorata sotto l’attuale Amministrazione.
 
Certamente vi sono responsabilità condivise con la Città Metropolitana che è guidata dal centro-sinistra, di cui il nostro Sindaco è parte sostanziale e integrale, e che in questi ultimi anni ha dettato la rotta delle politiche ambientali.
 
Vorrei, infine, ricordare ai nostri cittadini che neppure la scusa di aver avuto amministrazioni regionali di colore diverso da quelle che ha avuto Palmi negli ultimi anni può valere, perché semmai è una pesantissima aggravante che anche a Palmi, in questi ultimi tre anni, ha governato in maniera disastrosa dal centro-sinistra.
 
Il Consigliere Comunale del Gruppo misto
Umberto Donato