HomePoliticaPalmi, campetto Macello: Barone e la Misale negli uffici comunali

Palmi, campetto Macello: Barone e la Misale negli uffici comunali

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Non è bastata la risposta in Consiglio comunale, a nulla è valsa la nota stampa di sabato 2 aprile a placare gli animi dell’opposizione di centrodestra sulla vicenda relativa al campo da basket di piazzale Macello.

Questa mattina a palazzo San Nicola, a Palmi, avrebbe fatto visita agli uffici tecnici l’ex primo cittadino Giovanni Barone, oggi candidato a sindaco dell’area di centro destra, scortato dal consigliere comunale Silvana Misale, tra i firmatari dell’interpellanza discussa in Consiglio il 30 marzo scorso, candidata al consiglio comunale proprio a sostegno di Barone.

Stando a quanto appreso dalla nostra testata, Barone e la Misale avrebbero chiesto di poter prendere visione dei documenti relativi all’opera contesa, ossia il campo da basket e l’area giochi di recente realizzati.

Il motivo è noto: come infatti riportava l’interpellanza discussa in Consiglio, i consiglieri di opposizione Randazzo, Misale, Melara, Donato e Trentinella – che sostengono tutti la candidatura di Giovanni Barone alle elezioni del 12 giugno prossimo – ritengono che l’opera in questione sia priva delle necessarie autorizzazioni, del certificato di agibilità, del collaudo, del deposito al Genio civile per le opere murarie e il piano di sicurezza.

In una sola parola, l’opera – a loro dire – sarebbe abusiva ed il campetto andrebbe chiuso.

Barone e Misale si sarebbero così rivolti ai tecnici comunali per cercare di provare, attraverso le carte a disposizione, quella che è la loro tesi, nonostante a rassicurare loro ed i cittadini sia stato in sindaco in una sede ufficiale, ossia il Consiglio comunale.

«Chi doveva verificare che l’opera avesse tutti i requisiti previsti dalla legge lo ha già fatto», sono state le parole del primo cittadino Giuseppe Ranuccio in Consiglio comunale, ma evidentemente non sono state abbastanza.

Ranuccio ha anche ribadito in Consiglio e nella nota di replica, che «per eccesso di zelo e non perché richiesto», si potrebbe pensare di installare dei guard-rail a protezione, per aumentare il livello di sicurezza, ribadendo che comunque l’opera è assolutamente in regola con tutte le prescrizioni richieste dalla legge.

Del resto è impensabile che un sindaco, un amministratore in generale, porti avanti un’opera abusivamente, soprattutto se da quel luogo, visto come luogo della rinascita di un quartiere, per anni in preda al degrado, annuncia la volontà di volersi candidare nuovamente alla guida della città.

Quanto all’opposizione… beh, il suo ruolo è quello di vigilare sull’operato di un’amministrazione, ponendo questioni e sollevando dubbi in maniera opportuna, nei tempi opportuni e nei modi opportuni. Perché attendere che l’opera sia finita per intervenire? Perché non porsele prima alcune domande?

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