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Palmi al Premio Inedito 2026 del Rhegium Julii : un riconoscimento al ruolo culturale della città

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Anche la città di Palmi è stata presente alla cerimonia di premiazione della cinquantottesima edizione
del Premio Inedito 2026 del Rhegium Julii: l’Assessore alla Cultura della cittadina pianigiana,
Carmelo Ciappina, su delega del Sindaco Giovanni Calabria, ha onorato l’invito rivolto dall’illustre
Fondazione reggina all’Amministrazione comunale a partecipare all’evento per la prima volta nella
storia del Premio. Nel corso della serata, l’Assessore Ciappina ha, altresì, premiato Teresa Antonia
Bevacqua, seconda classificata nella Sezione “Racconto”.
È, certamente, uno degli appuntamenti più attesi dell’anno, quello della cerimonia finale del Premio
Inedito. L’evento coincide anche con il dissolversi lento dell’estate, ma non del fermento di idee e di
moti culturali del capoluogo reggino. Questo appuntamento fa da preludio ad una serie di nuovi
impegni, in cui il coinvolgimento della città di Palmi appare come un riconoscimento al suo ruolo di
presidio e di incubatrice di cultura sul versante pianigiano.
La cerimonia di premiazione si è svolta nella storica cornice del Circolo del tennis “Rocco Polimeni”,
il salotto estivo della Fondazione Rhegium Julii, come definito dal Presidente del Circolo, Ezio
Previtera, nel suo indirizzo di saluto, mentre una leggera brezza spirava dal mare, alleviando la calura
estiva, e un intenso profumo di gelsomino si diffondeva dai cespugli che costeggiano l’emiciclo in cui
la numerosa platea si è radunata per l’evento.
La serata è stata introdotta da Ilda Tripodi, poetessa e giornalista, che, con la sua conduzione briosa ed
elegante, ha guidato il pubblico con fluidità attraverso i singoli momenti della manifestazione.
La cerimonia è stata aperta dalla proiezione del cortometraggio realizzato da Orsola Toscano.
Attraverso gli splendidi scenari paesaggistici della Calabria, il video ha esaltato la vocazione
mediterranea della cultura promossa dal Rhegium Julii. Come chiosato da Tripodi, la Fondazione
considera la scrittura “non un esercizio di stile, ma un atto di resistenza”, tanto forte da essere riuscita a
coinvolgere, con il supporto delle scuole, oltre centocinquanta giovani nelle attività letterarie della
Fondazione. Sono seguiti i saluti e i ringraziamenti a tutte le autorità presenti, in rappresentanza delle
Istituzioni regionali e locali e delle Associazioni attive sul territorio reggino. Tali autorevoli presenze
hanno reso onore al rango che il Premio Inedito ha raggiunto nei suoi cinquantotto anni di attività e
che, nell’edizione 2026, ha visto concorrere per le tre Sezioni – poesia inedita, silloge e racconto – oltre
duecento opere, provenienti da ogni parte d’Italia e anche dall’estero. Fra i concorrenti si è distinta
anche una giovanissima autrice di appena sedici anni, che ha ricevuto una segnalazione di merito.
Il Presidente della Fondazione, Giuseppe Bova, nel suo saluto, ha comunicato che l’edizione del
Premio sarebbe stata dedicata alla memoria di Michele Di Raco, lo scultore, recentemente scomparso,
che ha profondamente legato il proprio nome al territorio reggino, di cui è stato interprete, con le sue
centosessanta opere scolpite in sessant’anni di attività artistica. Il presidente Bova ha, inoltre,
evidenziato come il percorso del Rhegium Julii, nei suoi cinquantotto anni di attività, perpetui la
vocazione iniziale di ripudiare ogni forma di barbarie, attraverso la cultura, un impegno confermato
anche dai quattro inviti al Quirinale, segno di un riconosciuto merito delle attività svolte sul territorio.
È seguito il saluto dell’Assessora alla cultura della Regione Calabria, Eulalia Micheli, che ha espresso
gratitudine per un evento che, nel tempo, ha travalicato i confini cittadini, assumendo una dimensione
regionale. Nell’esprimere i suoi complimenti per il tributo dato, l’Assessora ha osservato che il premio
negli anni si è rinnovato senza perdere la sua identità, aprendosi ai giovani e, soprattutto, anche alle
realtà straniere, confermando quella vocazione multiculturale che ha la Regione Calabria, crocevia di
popoli e di culture diverse.
È seguito l’indirizzo di saluto della Vicepresidente del Consiglio Comunale di Reggio Calabria, Maria
Luisa Curatola, che ha espresso lodi al Premio per il suo impegno ultradecennale e il valore intrinseco
nella promozione culturale, confermando il sostegno e la vicinanza dell’Amministrazione comunale
anche alle iniziative future della Fondazione.
Si è proceduto, infine, alla presentazione dei componenti della giuria tecnica, ripartita nella sezione
poesia inedita e silloge e in quella racconto. La prima, presieduta dal Presidente del Circolo, Giuseppe
Bova, è stata composta dai giurati Vincenzo Filardo, Giovanna Monorchio, Natale Pace e dalla stessa
Ilda Tripodi; la seconda, presieduta dal già Dirigente scolastico Franco Cernuto, è stata completata da

Benedetta Borrata, Maria Rosa Falduto, Maria Florinda Minniti, Teresa Scordino. Segretaria generale
del Premio è Rosaria Surace.
La manifestazione è, dunque, giunta al suo cuore pulsante: il conferimento di attestati e targhe di
merito a tutti i partecipanti confluiti nella rosa dei finalisti e la premiazione dei vincitori.
Per la Sezione “Poesia singola”, dedicata alla memoria di Ernesto Puzzanghera, poeta delicato e legato
alla realtà reggina e calabrese, il primo premio è stato assegnato a Benedetto Minuto, per la poesia “Ho
premuto il grilletto”; secondo classificato: Francesco Palermo, con la poesia “Ditelo ai bambini”; terzo
classificato: Angelo Coco, con “L’alba di cenere”.
Per la Sezione “Silloge”, intitolata alla delicatissima e indimenticabile poetessa reggina Gilda Trisolini,
il primo premio è stato assegnato a Tiziana Bruzzese, con la silloge “Madre terra”. Seconda
classificata: Rosa Tuccio, per la raccolta “Poesie cucite a mano”; sul terzo gradino del podio: Anna
Spissu, con “Di là tu mi parlerai”.
Infine, per la Sezione “Racconto”, dedicata all’indimenticato Emilio Argiroffi, medico, poeta, scrittore
e animatore culturale del Rhegium Julii e dell’intera provincia reggina, il primo premio è stato
conquistato da Giovanni Suraci, con “Said e Niram”; seconda classificata Teresa Antonia Bevacqua,
per “Il coraggio della fragilità”; terzo posto: Pinella Giuffrida, con il racconto “Qui si fa la differenza”.
L’apice della serata è stato raggiunto con il conferimento del Premio speciale “Una vita per la cultura”,
dedicato alla memoria di Giuseppe Casile, storico Presidente del Rhegium Julii scomparso da cinque
anni, il quale, come ricordato da Pino Bova, amava definirsi “operaio della cultura, intesa non come
privilegio, ma servizio”.
Il premio è stato conferito ai poeti Ilirian Zhupa, di nazionalità albanese, intellettuale e diplomatico già
ambasciatore di Albania in Italia, e Julio Cesar Pavanetti Gutierrez, uruguaiano, attualmente residente
in Spagna, con origini italiane, come anche il cognome Pavanetti suggerisce.
I ricchissimi curricula dei due poeti sono stati superati solo dalla delicatezza e dall’intensità dei versi
delle rispettive opere, condivise con il pubblico, attraverso una duplice lettura, in italiano e nella
rispettiva lingua madre di ciascuno.
Zhupa si è dichiarato onorato di aver ricevuto il premio nella terra “della parola poetica e filosofica”,
ricordando anche che a San Demetrio Corone scrisse la sua più bella poesia il più grande poeta italo-
albanese, Girolamo De Rada. “Amo l’Italia per tutto quanto rappresenta – ha dichiarato Zhupa – e per
avermi conferito la corona di poeta”.
Toccanti anche le parole di ringraziamento pronunciate da Pavanetti: “Tutto ciò che ho cercato di
costruire nella mia vita ruota intorno alla poesia, che oggi assume un significato nuovo: mi piace
pensare che la mia vita sia stata un percorso attraverso le culture. Un cognome è più di una parola, è
una storia: Pavanetti. Il mio cognome torna in Italia, da cui è partito. Sono particolarmente grato per il
premio ricevuto. Dedicare la vita alla cultura significa ascoltare. Scrivere è un atto di solitudine.
Condividere ciò che si è scritto è un atto di fratellanza”.
Le letture delle poesie e di alcuni estratti dai racconti sono state affidate alla voce di Cinzia Messina.
Gli intermezzi e il saluto finale in musica sono stati opera dei Maestri Mario Taverriti e Franco
Donato.
Il Presidente Bova, concludendo la serata, ha ringraziato il pubblico e salutato con un arrivederci ai
futuri impegni autunnali della Fondazione, nel segno della cultura.