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Oppido M. a Palazzo Grillo la letteratura incontra la musica: grande partecipazione per“Confessioni di un malandrino”

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Una serata dedicata alla forza della parola, alla musica e alle infinite
possibilità di dialogo tra linguaggi artistici differenti. È questo il senso di “Confessioni di un
malandrino. Viaggio tra canzoni tratte da romanzi e poesie”, l’evento promosso dal Circolo dei
Lettori “Nostos”, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale, che venerdì 28 agosto ha
animato la corte interna di Palazzo Grillo, nell’ambito dell’Estate Mamertina.
Un pubblico numeroso e attento ha seguito un itinerario musicale e letterario costruito attorno alle
opere di alcuni tra i più importanti autori della letteratura italiana e internazionale. La peculiarità
della serata è stata infatti quella di mostrare l’origine letteraria, poetica, teatrale o cinematografica
di brani entrati nel patrimonio della musica contemporanea.
A condurre il pubblico attraverso questo percorso è stato Gianni Buda, autore e regista teatrale e
ideatore di spettacoli musicali a carattere culturale. Le esecuzioni sono state accompagnate da
approfondimenti sugli autori, sui testi originari, sui contesti storici e culturali e sui processi creativi
che hanno condotto dalla pagina scritta alla composizione musicale.
Il programma ha attraversato mondi letterari molto diversi: da Gabriel García Márquez, evocato in
“Remedios la bella”, a J.M. Barrie con “L’isola che non c’è”; dalla poesia di Sergej Esenin, alla
base di “Confessioni di un malandrino”, all’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, riletta
da Fabrizio De André in “Un ottico” e “Un giudice”.
Non sono mancati i riferimenti a Pier Paolo Pasolini, attraverso “Cosa sono le nuvole”, a Eduardo
De Filippo con “Si t’o sapesse dicere”, a Gustave Flaubert con “Signora Bovary” di Francesco
Guccini e a Emily Brontë, fonte d’ispirazione per “Wuthering Heights” di Kate Bush. Il percorso ha
inoltre toccato l’universo poetico di T.S. Eliot attraverso “Memory”, proveniente dal musical Cats,
e la tradizione leggendaria e folclorica evocata da “Figlio della luna”.
Ad arricchire il programma, un articolato ensemble di musicisti e interpreti: Vincenzo Caia (chitarra
e voce), Pasquale Mammone (fisarmonica), Ivana Vaccari (flauto), Gianni Buda (basso, chitarra e
voce), Salvatore Canzio (voce), Cristian Scattarreggia (chitarra), Giuseppe Vadalà (voce), Titti
Mileto (voce), Domenica Verduci (pianoforte) e Germana Burchietti (voce).
Nel corso della serata è intervenuto Luigi Mileto, in rappresentanza del Circolo dei Lettori
“Nostos”, che ha ribadito il valore culturale dell’iniziativa:
«Nostos vuole essere uno spazio nel quale i libri diventano persone, voci, idee, musica, memoria e
comunità. La cultura, quando è autentica, non costruisce recinti: costruisce connessioni. E questa
sera ne abbiamo una dimostrazione concreta: la parola letteraria incontra la poesia, la poesia
incontra la musica e la musica restituisce alla parola una nuova forma di vita».
Il sindaco Giuseppe Morizzi ha espresso soddisfazione per l’iniziativa: «La cultura – ha dichiarato –
è uno strumento fondamentale per rafforzare il senso di comunità e valorizzare il nostro patrimonio.
Manifestazioni come questa dimostrano quanto sia importante continuare a investire nella qualità
della proposta culturale e nella collaborazione tra Amministrazione, associazioni e territorio».
L’appuntamento si inserisce nel percorso culturale sviluppato da Nostos nel corso dell’anno,
attraverso gruppi di lettura, presentazioni editoriali, caffè filosofici, tavole rotonde e iniziative di
approfondimento.
Particolarmente intenso il mese di agosto, caratterizzato dalla prima edizione del Premio Letterario
“Palazzaccio”, dalla partecipazione alla rassegna “L’Orientale – Edizione Zero” di Polistena con
Enzo Ciconte e dall’incontro con don Francesco Cristofaro, autore Rizzoli.
“Confessioni di un malandrino” ha confermato così la vocazione di Nostos a costruire occasioni di
incontro attraverso la cultura, proponendo una formula capace di unire divulgazione, musica e
riflessione critica.
La cornice storica di Palazzo Grillo ha completato un’esperienza nella quale la memoria letteraria è
tornata a vivere attraverso la voce e la musica, dimostrando ancora una volta che la cultura può
essere, prima di tutto, un potente strumento di relazione.