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Ospedale di Gioia: Bellofiore protesta contro la chiusura di nefrologia e cardiologia

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L'ospedale di Gioia Tauro
L'ospedale di Gioia Tauro

Ospedale Gioia TauroGIOIA TAURO – L’ennesima chiusura di due reparti (nefrologia e cardiologia) all’interno dell’ospedale di Gioia Tauro ha spinto il sindaco di Gioia Tauro ad alzare nuovamente la voce e a protestare contro quella che definisce una «strategia di distruzione della sanità della piana che non risponde ad alcuna logica organizzativa e di programmazione manageriale».

«Come Sindaco di Gioia Tauro – scrive in un comunicato Bellofiore – e come cittadino della Piana, con sgomento e tristezza, ho ricevuto pochi giorni fa un appello accorato che un gruppo di cittadini, pazienti nefropatici e dializzati in cura presso l’Ospedale Giovanni XXIII di Gioia Tauro, ha rivolto alla mia persona, oltrechè al Governatore Scopelliti, al Direttore Generale dell’ASP 5 Dott.ssa Squillacioti e al Tribunale dei malati. Si tratta di un esposto, – prosegue – di un grido di disperazione che questi cittadini italiani, colpiti dalla malattia, rivolgono alle Autorità Sanitarie sorde da anni alle denunce della mia Amministrazione, con grave danno a carico di chi dovrebbe essere maggiormente tutelato».

Secondo Bellofiore «la chiusura del reparto di Nefrologia è una scelta priva di giustificazioni tecniche ed economiche, assunta senza alcuna considerazione per le richieste dei cittadini e delle Istituzioni, mortificate nel loro ruolo, financo al punto dall’apprendere tali notizie dai giornali, ed è il simbolo della strategia di distruzione della sanità della piana che non risponde ad alcuna logica organizzativa e di programmazione manageriale».

«Non fosse così – prosegue il primo cittadino – non si sarebbe arrivati al punto di chiudere un reparto importante come quello della nefrologia dal cui funzionamento dipende la vita di tante e tante persone. Analoga scelta – si legge ancoro – è stata fatta per il reparto di cardiologia, anch’esso destinato allo smantellamento, scelta scellerata in quanto la mancanza di cardiologi comporterà l’inevitabile chiusura delle sale operatorie. Nessun chirurgo opererà senza il supporto del cardiologo e si arriverà alla consequenziale chiusura anche  del reparto di chirurgia e del pronto soccorso».

L’amministratore gioiese chiarisce che non intende arrendersi e attacca a viso duro i vertici dell’Asp e la giunta regionale di centrodestra: «Se del caso – scrive ancora – intraprenderemo le azioni legali necessarie al fianco dei firmatari dell’appello. L’accanimento contro l’Ospedale di Gioia Tauro da parte del direttore generale dott.ssa Squillacioti e di chi nel centro destra, che governa la Regione Calabria, l’ha nominata non ha precedenti così come la rassegnazione di parte del Presidente Scopelliti che accetta nel silenzio scelte che ci rattristano ma che non fermeranno il nostro cammino  a tutela dei tanti ammalati che hanno, almeno per me, un peso morale e politico non indifferente. Non esistono – prosegue – cittadini di serie A e di serie B, né tantomeno pazienti di prima e seconda categoria. Indubbiamente per l’Amministrazione Comunale di Gioia Tauro -conclude Bellofiore – la questione dei Reparti di nefrologia e di cardiologia gioiesi resta una questione aperta. La porteremo avanti a livello Nazionale e se del caso sino al Ministro della Salute».
Lucio Rodinò