Operazione “Sansone”: assolto l’imprenditore Bertuca

L'uomo, originario di Santa Cristina d'Aspromonte, era accusato di estorsione pluri aggravata dal metodo mafioso

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Si è conclusa con una pronuncia assolutoria per non avere commesso il fatto la vicenda processuale che ha coinvolto Pietro Bertuca, 51 anni, imprenditore di Santa Cristina d’Aspromonte, imputato di estorsione pluri-aggravata dal metodo mafioso e dalla finalità agevolatrice di una compagine mafiosa. 

La decisione è stata assunta dalla Corte di Appello di Reggio Calabria nell’ambito del maxi-processo denominato Sansone, definito adesso in secondo grado con le forme del rito abbreviato.   

L’imprenditore, assistito dall’Avv. Andrea Alvaro, era stato arrestato su iniziativa della Procura Distrettuale di Reggio Calabria, che aveva emesso un provvedimento di fermo di numerosi soggetti. Già in quel contesto, rispondendo all’interrogatorio di garanzia, il Bertuca aveva dimostrato la sua innocenza, ottenendo l’immediata scarcerazione da parte del GIP procedente per rogatoria. 

Al Bertuca si contestava di avere concorso con altri imputati – condannati anche nel giudizio di seconde cure – nel tentativo di estorsione ai danni di un imprenditore che stava realizzando alcuni lavori nel territorio di Villa San Giovanni. 
In primo grado il GUP di Reggio Calabria aveva condannato il Bertuca, pur con la riduzione per il rito abbreviato, alla pena di anni dieci ed euro 8.000 di multa. 

Avverso quella sentenza l’imputato aveva interposto appello. Nella sua arringa davanti alla Corte di Appello l’avvocato Alvaro aveva sostenuto come proprio le intercettazioni ambientali dei colloqui in carcere tra i compiutati nel medesimo reato estorsivo dimostrassero l’estraneità del Bertuca rispetto al fatto contestato, mancando la prova che egli avesse tenuto una condotta che potesse avere rilevanza concorsuale ai fini del tentativo di estorsione. 

Il Procuratore Generale aveva chiesto, in termini generali, la conferma della sentenza di primo grado. 

La Corte, condividendo le doglianze difensive, ha assolto il Bertuca dalla grave imputazione ascrittagli, riconoscendo che questi non ha commesso il fatto-reato, pur ravvisato a carico degli altri coimputati. 

Per l’imprenditore si conclude così una vicenda processuale che ha avuto inizio nel novembre del 2017 e che lo ha visto destinatario anche di misura carceraria.