Omicidio Gioffrè, il piccolo Nicolay non è in pericolo di vita

Le condizioni del bambino, ferito durante l'agguato di ieri a Seminara, sono gravi ma i medici sono fiduciosi

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Nicolay, il bimbo di 10 anni rimasto ferito nell’agguato di ieri a Seminara in cui è stato ucciso Giuseppe Fabio Gioffrè, non è in pericolo di vita.

E’ ancora ricoverato al Riuniti di Reggio Calabria, le sue condizioni sono gravi ma i medici sono fiduciosi si possa salvare.

Nicolay è figlio di due braccianti bulgari, e si recava spesso in campagna con Gioffrè, perché amava la natura e gli animali. Ieri mattina si trovava in macchina con la vittima quando i due colpi di fucile sono stati esplosi dai sicari che subito dopo si sono dileguati nelle campagne circostanti, facendo al momento perdere le loro tracce.

Un colpo ha ferito Nicolay, l’altro ha invece ucciso Giuseppe Fabio Gioffrè; il piccolo è stato operato d’urgenza ieri sera presso il Grande Ospedale Metropolitano reggino ed ha trascorso una notte tranquilla.

Il questore di Reggio Calabria Grassi ha disposto un servizio di vigilanza per il Nicolay e per la sua famiglia, poiché potrebbe essere presto considerato un testimone.

Intanto gli inquirenti stanno passando al setaccio la vita di Giuseppe Fabio Gioffrè; l’uomo aveva precedenti per armi e furto di bestiame. Suo padre Vincenzo, detto “Cecé Siberia”, è stato coinvolto nell’operazione “Artemisia” che ha azzerato le cosche di Seminara; è stato latitante fino al 2003, quando è stato intercettato a far visita alla salma della madre da poco deceduta.

I suoi assassini, prima o dopo l’uccisione, hanno incendiato il casolare dell’uomo; i vigili del fuoco sono riusciti a domare le fiamme dopo diverse ore di lavoro.