Un reparto di neonatologia o la presenza di apparecchiature adeguate avrebbero potuto salvare la vita del bimbo morto sabato a poche ore dalla nascita all’ospedale di Polistena?
E’ questo il drammatico interrogativo che da giorni sta logorando i genitori del piccolo che hanno deciso di prensentare una formale denuncia per provare a fare luce sul dramma in cui sono stati risucchiati.
La notizia è stata riportata questa mattina da Francesco Altomonte su Gazzetta del sud.
Il bambino è nato sabato 26 maggio, con qualche settimana di anticipo a causa del ripetersi nell’ultima settimana di alcune contrazioni. «Eravamo in attesa del nostro secondo figlio – ha fatto mettere a verbale nella denuncia Fabio Raso padre del bambino, assistito dall’avvocato Guido Contestabile – di fatti mia moglie era in attesa alla 35esima settimana di gestazione. La settimana scorsa nonostante non fosse ancora arrivata all’ultima settimana di gestazione ha cominciato ad avere delle contrazioni. Il nostro ginecologo di fiducia che lavora nell’Ostetricia di Polistena, ha detto a mia moglie di recarsi subito in ospedale per farsi visitare. Questi eventi nell’arco di una settimana si sono verificati 4-5 volte fino ad arrivare a sabato scorso 26 maggio. Nel controllo di sabato dopo avere avvisato il dottore mia moglie si recava verso le 12.30 direttamente in reparto da lui che la preparava al ricovero e poi veniva seguita nel pomeriggio da un altro medico. Alle 18.35 – aggiunge Raso – mia moglie partoriva tranquillamente e subito mi facevano vedere il bambino da dietro la vetrata del nido e mia moglie rientrava in camera tranquillamente».
Da quel momento in poi la situazione è però precipitata. «Dopo circa mezz’ora – ha dichiarato ancora l’uomo – venivo avvisato da personale medico, che probabilmente visto che il parto era stato prematuro, avrebbero richiesto un’ambulanza specializzata per trasportare il bambino a Reggio Calabria. Passano, quindi, un paio d’ore – continua Raso – e verso le ore 20 vedevo transitare nel corridoio la culla di mio figlio già necrotico. Lo stavano portando in sala parto, dove a dire del personale dell’ospedale, vi era una ventola che avrebbe facilitato la respirazione. Alle 21 mi dicono che il bambino sta bene anche se respira artificialmente, alle 22.50 mi davano la triste notizia, che dopo avere tentato di rianimarlo in tutti i modi è deceduto».
I genitori chiedono ovviamente che la magistratura indaghi e stabilisca se il bambino avrebbe potuto rimanere in vita con un’assistenza adeguata che invece potrebbe non avere ricevuto.





