giovedì, 15 Ottobre, 2026
14.7 C
Palmi
Home Società Medicina, fede e cura: a Gioia Tauro il confronto promosso dal Serra...

Medicina, fede e cura: a Gioia Tauro il confronto promosso dal Serra Club sulle fragilità e il ruolo delle donne medico

0
11
prima

Si è svolto sabato 10 ottobre, presso la Casa del Laicato di Gioia Tauro, un evento
dal tema «La forza di curare e abitare le fragilità. Donne medico tra scienza, coscienza e cura»
organizzato dal Serra Club Oppido Mamertina-Palmi, presieduto da Sabrina Ungheri. Un’iniziativa
nata con l’intento di incontrare i Medici Cattolici della Diocesi e promuovere una riflessione sul
valore umano e spirituale della professione medica, con particolare attenzione al contributo delle
donne nella medicina contemporanea.
Ad aprire i lavori è stata la presidente Sabrina Ungheri che, dopo i saluti iniziali, ha presentato ai
presenti il Movimento Serra, soffermandosi sulla sua storia, sulle finalità e sull’impegno a favore
delle vocazioni, sottolineando l’importanza di una formazione che sappia coniugare competenza
professionale, coscienza e valori cristiani.
La presidente Ungheri si è poi soffermata sul tema scelto da Serra International Italia per l’anno
2026-2027: «Dalla parte di ogni donna per la crescita dell’umanità». Una traccia che il Club di
Oppido Mamertina-Palmi ha voluto declinare nell’ambito della professione medica, mettendo in
luce il ruolo delle donne nella cura e l’importanza di un approccio capace di guardare alla persona
nella sua interezza.
Il malato, infatti, non ha bisogno soltanto di una risposta clinica alla propria patologia, ma anche di
sostegno psicologico, ascolto e vicinanza. Prendersi cura significa accogliere la persona nella sua
totalità, riconoscendone le fragilità e accompagnandola nel percorso della malattia.
A seguire, don Giuseppe Saccà, cappellano dei Medici Cattolici, ha espresso apprezzamento per
l’iniziativa, sottolineando come essa favorisca una riflessione profonda sul significato della cura, da
vivere attraverso lo sguardo dell’amore e della compassione.
Anche il vescovo della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, monsignor Giuseppe Alberti, ha
rimarcato il valore dell’incontro, definendo il Serra Club e i Medici Cattolici una ricchezza per la
comunità diocesana. Nel suo intervento ha richiamato il significato della professione medica come
vocazione, evidenziando il contributo della sensibilità femminile nella relazione di cura.
Il presule ha inoltre sottolineato come l’impegno del Serra Club si inserisca nel cammino sinodale
della Diocesi, ricordando che essere cristiani significa sentirsi continuamente chiamati a percorrere
una strada di servizio, ascolto e attenzione verso gli altri.
Il presidente dei Medici Cattolici, dottor Salvatore Raso, ha posto l’accento sull’importanza del
lavoro sinergico tra le diverse realtà, richiamando la parabola evangelica del Buon Samaritano,
esempio emblematico di una cura che non si limita a intervenire nell’immediato, ma si fa carico
della persona anche nel tempo successivo, accompagnandola nella sua difficoltà.
Particolarmente significativi gli interventi della dottoressa Michela Basile e della dottoressa
Manola De Vecchis, che hanno approfondito due aspetti centrali della medicina contemporanea: il
rapporto tra innovazione tecnologica ed etica e la necessità di una presa in carico umana e
completa del malato.
La dottoressa Michela Basile ha affrontato il tema «Sanità digitale, intelligenza artificiale e
bioetica», proponendo un interessante excursus sulle trasformazioni introdotte dall’intelligenza
artificiale nel campo medico, fino a considerarla come un nuovo soggetto epistemico, capace di

incidere sui processi di conoscenza e sulle modalità con cui la medicina interpreta i dati e orienta
le decisioni cliniche.
Nel suo intervento ha richiamato la necessità di mantenere sempre unite scienza, coscienza e cura,
affinché il progresso tecnologico non faccia perdere di vista la centralità della persona umana.
La dottoressa Manola De Vecchis si è invece soffermata sull’approccio alla malattia e al malato,
richiamando le parole del Giuramento di Ippocrate: «In qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il
sollievo dei malati, e mi asterrò da ogni offesa e danno volontario, e fra l’altro da ogni azione
corruttrice sul corpo delle donne e degli uomini, liberi e schiavi».
Un richiamo ai principi fondamentali della professione medica, che pone al centro il rispetto della
dignità umana e il dovere di alleviare la sofferenza. Il rapporto con il paziente, ha evidenziato la
relatrice, deve fondarsi sulla condivisione, sull’ascolto e sulla fiducia, elementi indispensabili per
costruire un autentico percorso di cura.
A rendere ancora più intenso il pomeriggio sono state le letture di alcune poesie tratte dalla silloge
Vagando nei pensieri di Irene Marvasi, affidate a Caterina Sorbara, vicepresidente alle
Comunicazioni del Club, e a Giada Gazzana, componente del Direttivo. Un intermezzo culturale
che ha accompagnato la riflessione sulle fragilità umane attraverso il linguaggio della poesia.
L’incontro si è concluso con l’intervento del dottor Roberto Zappone, suggellando un momento di
confronto e condivisione che ha messo in dialogo medicina, fede, scienza ed etica.