Lite alla tendopoli: un carabiniere spara e uccide un migrante

Il militare si trovava al campo insieme ad alcuni colleghi per sedare una lite; il bracciante lo avrebbe aggredito con un coltello e per difendersi l'uomo avrebbe estratto la pistola uccidendolo. Indaga la Procura di Palmi

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Sono da poco passate le 11 quando nella Tendopoli di San Ferdinando si sente uno sparo. Un carabiniere, probabilmente per difendersi dall’aggressione di un bracciante agricolo, ha tirato fuori la pistola ed esploso un colpo, uccidendolo.

Il militare, Antonio Catalano, si trovava nel campo che ospita i migranti, chiamato per tentare – insieme ad altri colleghi – di sedare una rissa tra due ospiti; alla vista dei carabinieri, uno dei due braccianti avrebbe reagito estraendo un coltello.

Uno dei due, quello ucciso dal colpo di pistola, si sarebbe diretto verso il militare, colpendolo; per tentare di difendersi il carabiniere avrebbe reagito, esplodendo il colpo di pistola che ha ucciso il bracciante.

Sul campo sono immediatamente intervenuti i vertici della Procura di Palmi, il procuratore capo Ottavio Sferlazza ed un sostituto, accompagnati dai militari del Comando provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria.

L’indagine deve ora far luce su quanto accaduto; sembrerebbe infatti che i carabinieri siano stati chiamati per tentare di mettere fine ad una lite scoppiata tra i due braccianti di origine africana, perché, sembrerebbe, uno aveva cercato di derubare l’altro.

Ma l’arrivo dei carabinieri ha suscitato la reazione di uno dei braccianti, che si sarebbe scagliato contro il militare ferendolo con un coltello; questi, nel tentativo di difendersi, avrebbe estratto la pistola ed esploso il colpo mortale.