L’Europa 60 anni dopo i Trattati di Roma: cos’è cambiato? Se ne discute domani a Vibo Valentia

L'Euro Direct del Comune ha organizzato una tavola rotonda dal titolo "A 60 anni dalla firma dei Trattati di Roma, il sogno europeo è ancora attuale?". Ospite Armando Veneto, avvocato e già parlamentare europeo

25 marzo 1957: a Roma i Ministri degli Esteri di cinque Paesi europei siglano quello che viene considerato l’atto costitutivo dell’Unione Europea, il Trattato per la costituzione della Comunità economica e per l’Energia Atomica.

Nasce l’Europa, “Unita nella diversità”, come celebra il suo motto, che indica come proprio attraverso l’Unione Europea gli europei siano riusciti a lavorare insieme per costruire la pace, mantenendo la ricchezza delle diverse culture, tradizioni e lingue del continente.

In occasione dei sessant’anni da quella storica data che ha dato il via al processo di integrazione europea, in Italia domani si svolgeranno diverse manifestazioni; in Calabria, a Vibo Valentia, il centro “Europe Direct” del Comune ha organizzato una tavola rotonda dal titolo “A 60 anni dalla firma dei Trattati di Roma, il sogno europeo è ancora attuale?”.

Il dibattito inizierà alle 9e30 al Valentianum e sarà moderato dal responsabile del centro Europe Direct Maurizio Lovecchio. Interverranno il primo cittadino di Vibo Valentia, Elio Costa, l’avvocato Armando Veneto, parlamentare europeo dal 2006 al 2009 ed attualmente presidente del Consiglio delle Camere penali italiane, e Mario Caligiuri, ex assessore regionale alla Cultura e professore all’Unical.

Saranno ospiti della tavola rotonda gli studenti delle scuole della provincia di Vibo Valentia, che al termine degli interventi e delle riflessioni dei relatori, potranno intervenire ponendo domande e chiarimenti.

L’evento di domani sarà l’occasione per riflettere sul cammino fatto dall’Europa in questi anni, per capire se il percorso intrapreso è quello giusto, immaginato dai padri fondatori dell’Europa unita, e sul tema delle tante sfide che oggi l’Europa si trova a dover affrontare. Da quella diventata la più grande emergenza umanitaria della nostra era, ovvero la crisi siriana a cui si lega l’aspetto dell’accoglienza dei migranti, ad un’altra emergenza, quella terroristica che appena due giorni fa ha colpito ancora, toccando il delicato tema della Brexit.