GIOIA TAURO – «Il sogno diventa realtà, la nuova sede ci permette di schiudere nuovi orizzonti e di trasformare il gesto dei nostri donatori in gocce di speranza per il futuro». Con queste parole il presidente dell’Avis di Gioia Tauro, Gaetano Corvo, ha ringraziato l’amministrazione comunale gioiese che ha consegnato ufficialmente i locali della nuova sede, sorta all’interno di un bene confiscato alla ndrangheta quasi 20 anni fa.
Si respirava l’aria delle grandi occasioni ieri al convegno alla sala Falalra che ha preceduto l’inaugurazione della nuova sede.
Per la prima volta in Italia l’Avis riceve un bene confiscato alla ndrangheta. Per l’occasione l’intera associazione della Calabria si è radunata a Gioia e ha festeggiato la Giornata mondiale del donatore di sangue. Ospite d’eccezione il procuratore aggiunto della Dda di Reggio, Nicola Gratteri. Il magistrato conosce bene l’associazione grazie alla moglie che è la presidente della comunale di Locri. Nel suo intervento (guarda il video) ha sottolineato l’importanza dell’utilizzo a fini sociali dei beni confiscati. Anche il sindaco di Gioia Tauro, Renato Bellofiore non ha nascosto la propria soddisfazione per essere riuscito a consegnare l’immobile all’Avis. Sono inoltre intervenuti il vicepresidente regionale dell’Avis Paolo Marcianò, il presidente provinciale dell’associazione Antonino Posterinoil direttore sanitario Pietro Schirripa, il presidente regionale dell’Avis, Rocco Chiriano e il consigliere nazionale dell’associazione, Franco Rizzuti.
Al termine del convegno, moderato dalla giornalista Anna Foti, sono stati premiati (guarda il video) per il loro impegno anti ndrangheta gli imprenditori De Masi, Saffioti e Vadalà (non era presente per motivi di salute).
Dopo la premiazione l’intera comitiva si è spostata alla nuova sede dell’Avis (ex Euromotel) sulla Provinciale 1 dove dopo il tradizionale taglio del nastro, il vicario del vescovo don Giuseppe Acquaro ha benedetto i locali.
Angela Perri





