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Il ventennio della più Grande Palmese di sempre

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di Francesco Lacquaniti – Nella stagione 1933-34 la Palmese fa capolino nel campionato di Prima Divisione [il primo dei quattro campionati di terzo livello (Prima Divisione/Serie C) ai quali prese parte] la cui prima partita (24 settembre 1933) fece registrare un brillante 2-0 al Palermo B (doppietta del giovanissimo Marucci) che, assieme al Napoli B (caduto al Littorio 1-0), avrebbe partecipato a quel torneo che prevedeva, come negli altri gironi, la presenza delle squadre B tra le partecipanti alla Serie A (l’unica eccezione fu l’Ambrosiana Inter).

Al termine della stagione, nel corso della quale venne guidata prima da Napoli e poi da Dietrich, si posizionò a metà classifica affrontando per la prima volta nella sua storia le calabresi Cosenza (1-1 in terra cosentina e 2-1 per i neroverdi alle pendici del monte Sant’Elia) e Reggina (1-2 al Littorio per gli amaranto e 1-1 all’Emilio Bianchi) e il blasonato Savoia che nella metà degli anni ’20 contese lo Scudetto al Genoa. La stagione seguente, dopo essere giunta prima nel campionato di Prima Divisione 1934-35, lasciandosi dietro nobili avversarie quali la Juventus Trapani, la Nissena, la Salernitana e il Benevento e vincendo contro la Reggina (tra andata e ritorno gli amaranto si sobbarcarono 11 reti senza segnarne alcuna), l’undici del magiaro Sandor Peics disputò il girone finale A per la promozione in Serie B con il Taranto, il Falck e l’Andrea Doria.

Girone finale vinto dal Taranto mentre la Palmese, che il 9 giugno 1935 nella gara d’esordio in un Littorio stracolmo superò l’Andrea Doria 4-2, giunse terza. Dopo un fermo di due stagioni riparte dal campionato di Prima Divisione Calabria venendo ammessa alla Serie C 1938-39. A guidarla vi era l’ex attaccante della nazionale italiana (l’allenatore/calciatore Giovanni Vecchina) e al termine del campionato giunse a metà classifica riuscendo a superare il fortissimo Catania al Littorio grazie a una rete di Volpe. Quell’anno coincise anche con la prima e unica partecipazione alla Coppa Italia vinta dall’Ambrosiana Inter di Tony Cargnelli nelle cui fila militava l’ex difensore neroverde Buonocore.

Fermatasi a causa del conflitto armato, riprende l’attività agonistica nel 1947-48 e nel volgere di pochi anni riconquista la Serie C partecipando per l’ultima volta nel 1951-52. A quel campionato vi presero parte squadre del calibro di: Toma Maglie (il cui attacco era guidato dall’implacabile Colla autore di un tripletta nel 3-3 contro la Palmese), Arsenaltaranto (battuto al Giuseppe Lopresti da una rete di Sbarra all’ultimissimo secondo), Lecce (a guidare i salentini vi era il grande Virgilio Felice Levratto), Catanzaro (partita che per la squalifica del Giuseppe Lopresti si giocò al Cibali di Catania con la Palmese che si impose 2-1, doppietta di Sebastiani), Foggia e Latina (ebbe dell’incredibile il 5-5 colto in terra laziale) ma il punto più alto fu raggiunto quando l’undici di Ferenc Hirzer (ex attaccante della Juventus subentrato dopo poche giornate a Silvio Brioschi) vinse contro il Bari al della Vittoria con la rete di Sbarra. Era il 16 marzo 1952 e l’impresa di quella domenica in terra barese verrà accolta a Palmi con scene di giubilo.

Al termine della stagione la Palmese si classificò dodicesima ma la riforma della Serie C (dall’anno venturo a girone unico), la costrinse, come le squadre classificatesi dal quinto al diciottesimo posto, a ripartire dalla IV Serie. Categoria che, nonostante qualche buon risultato (si rammenta il 5-4 all’Acireale, il 4-2 alla Reggina e l’1-0 alla Nocerina), segnò il definitivo tramonto di un periodo che permise di toccare alla più Grande Palmese di sempre vette mai più raggiunte.