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Il Terzo incontro con il vescovo Alberti sulla “Evangelii Gaudium” – ‘L’annuncio del Vangelo’

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Su iniziativa del Centro Missionario Diocesano diretto da don Paolo Martino, la sera del 26 febbraio si è svolto nel salone “Mons. Luciano Bux” della Casa del Laicato in Gioia Tauro il terzo incontro di approfondimento dell’Esortazione Apostolica di Papa Francesco Evangelii Gaudium con la relazione del nostro vescovo Mons. Giuseppe Alberti sul terzo capitolo “L’Annuncio del Vangelo”.

All’inizio dell’incontro il Dott. Carmine Malivindi, Vicedirettore del Centro Missionario diocesano ha fatto presente che la gioia del vangelo deve riempire il cuore di chi si incontra con Cristo e ha sottolineato che l’evangelizzazione è un compito che spetta a tutto il popolo cristiano, ringraziando, per questo, il vescovo per il suo incoraggiamento alla nostra Chiesa locale a diventare testimone credibile del Vangelo.

Il vescovo ha esordito rilevando che il fondamento dell’Evangelii Gaudium è la richiesta di avviare con urgenza un processo di rinnovamento di stile e di mentalità in grado far emergere tutta la libertà e l’imprevedibilità della forza del Vangelo, che deve animare quanti hanno fatto esperienza dell’incontro con il Signore che li ha rinnovati interiormente.

In questa prospettiva assume un’importanza fondamentale il Kerygma, cioè l’annuncio gioioso della Risurrezione del Signore, dell’incontro salvifico con Gesù, “mio salvatore, mio Signore e datore dello Spirito Santo”. È il kerygma che provoca la conversione del cuore, che induce al pentimento dei peccati e che genera la decisione della fede. Da qui la sua importanza primaria e fondamentale per favorire la nuova evangelizzazione perché il punto di partenza per dialogare con il mondo odierno è proprio l’annuncio dell’amore salvifico di Dio. Il kerygma diventa così il fulcro di ogni prassi ecclesiale, illuminando, ad esempio, l’impegno catechistico e aiutando a comprendere adeguatamente il significato di qualunque tema che si sviluppa nella catechesi. Per questo “l’Evangelii Gaudium – ha osservato il vescovo – non separa mai kerygma e catechesi, anche se è importante comprendere la lorio distinzione”.

Sua Eccellenza si è soffermato poi sulla corresponsabilità missionaria di tutto il popolo di Dio che discenda dal battesimo e che spinge all’impegno comune e coinvolge tutti, soprattutto i laici, in un dinamismo evangelizzatore, e su come tradurre in pratica questa corresponsabilità, osservando che aiuterà in tal senso una visione meno piramidale e più circolare, più comunionale, della Chiesa. Questa chiamata comunitaria si dovrà tradurre in un atteggiamento libero, gratuito, senza calcoli e senza pretese, senza badare ai risultati o all’efficienza, certi che non mancherà l’aiuto del Signore per compiere la missione che Egli affida alla Chiesa.

L’ultimo riferimento del vescovo alla pietà popolare, una vera “spiritualità incarnata nella cultura dei semplici”, riconoscendo la sua positività ma osservando che essa deve sempre essere orientata a Cristo, deve superare forme folkloristiche e derive superstiziose che si allontanano dall’autenticità della fede cristiana e deve avere di mira sempre l’impegno della carità verso i fratelli: “passando dalla devozione alla evangelizzazione”.

La divisione in gruppi di lavoro per rispondere alle domande sulla relazione del vescovo ha consentito un ulteriore approfondimento del tema trattato e ha dato a tutti la possibilità di esprimere, in spirito di comunione, il proprio punto di vista.

Dopo la restituzione in sala, don Paolo Martino, concludendo, ha sottolineato la rilevanza della famiglia per l’opera di evangelizzazione e di crescita nella fede e ha ricordato l’importante appuntamento per la nostra Chiesa locale della “cena povera” del prossimo 22 marzo.

Centro Missionario Diocesano