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Il “Magnagrecàntico” dedicato ai Bronzi di Riace: a Palmi l’evento al Parco dei Tauriani

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In occasione delle giornate di apertura del MiC, a cura della SABAP RC- Vv, per omaggiare il 50° anniversario del ritrovamento dei Bronzi di Riace, domenica 28 Agosto, alle 21:00, il Parco Archeologico dei Tauriani, ospiterà uno spettacolo esclusivamente dedicato ai Bronzi di Riace: Magnagrecàantico.

Magnagrecàntico è una rappresentazione di musica, teatro e videoracconto, tratto dallo spettacolo “Metaconferenza I Bronzi di Riace” con orazione e testi del Prof. Daniele Castrizio, tra i maggiori studiosi delle statue reggine, con le musiche, il racconto ed il canto del Musincatore Fulvio Cama, accompagnato alle percussioni dal Maestro Dario Zema, ed un video racconto che immerge lo spettatore in un mondo di immagini e rievocazioni classiche ad opera di Saverio Autellitano, in un ambiente suggestivo quale è il Parco Archeologico dei Tauriani.

L’evento si muove nell’ambito del 50° del ritrovamento delle due statue, è organizzato dalla Maria Immacolata Dunia, in collaborazione con la Città di Palmi Assessorato Sport, Turismo e Spettacolo e le associazioni CSI Gaiola Onlus- Calabria, CulturalMente, Fogghi di Luna, Prospettive Sostenibili Firenze Onlus e Movimento San Fantino

La teoria sviluppata da Daniele Castrizio, uno dei più grandi studiosi a livello mondiale dei Bronzi di Riace, in più di 40 anni di studi e ricerche, illustra la probabile storia delle statue attraverso un’analisi minuziosa e dettagliata, con tutte le fonti e le prove ritrovate, le testimonianze scritte dei diversi autori nei secoli successivi e le diverse teorie fatte dagli altri studiosi.

Uno spettacolo mai visto prima, un viaggio altamente culturale e didascalico con un avvincente ed affascinante copione tra musica, teatro ed immagini che mette in scena la storia dei guerrieri di bronzo: l’orazione esplicativa ed approfondita del Prof. Daniele Castrizio, uno dei maggiori studiosi delle due statue, che illustra nei dettagli tutte le ricerche e le scoperte fatte in questi 50 anni dal loro ritrovamento; le musiche, il racconto ed il canto del Musicantore Fulvio Cama, con i suoi strumenti etnici arcaici e le sonorità, che partono dal mondo magno-greco e si contaminano in una world music contemporanea, passando attraverso le musiche medioevali; il video racconto di Saverio Autellitano chè è una vera e propria immersione nel mondo cinematografico con emozionanti immagini che accompagnano tutto lo spettacolo.

L’obiettivo di questo evento culturale è quello di dare una visione storico-culturale che sia quasi una lezione, un racconto sulle due statue che sono ricchezze immense e che per fortuna non sono andate perdute, un cammino guidato attraverso i luoghi ed i personaggi che sono i protagonisti di una storia affascinante e misteriosa che il Prof. Castrizio ha saputo, con studi approfonditi e meticolosi, ricostruire minuziosamente e che accompagneranno gli spettatori trasportandoli in un sogno antico ed affascinante.

Nonostante la loro notorietà, che rimbalza giornalmente su tutti i media, amplificandosi, i Bronzi di Riace, non sono conosciuti dal punto di vista della divulgazione e della comprensione, lasciando ai visitatori unicamente un approccio estetico: fin dalla loro prima esposizione al Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio, ora ribattezzato Museo Archeologico di Reggio Calabria (MArRC), è decisa la più totale assenza di sussidi didattici e divulgativi, nella convinzione che le opere d’arte, i due capolavori, fossero di per sé sufficienti per gratificare gli occhi e il cuore dei visitatori.

Così, a più di quarant’anni dalla loro scoperta casuale, il solco tra i due capolavori e il loro pubblico naturale, in primis il mondo della scuola, si è via via allargato.

La divulgazione scientifica, anche in presenza di una bibliografia imponente, da parte di tutti i maggiori archeologi e storici dell’arte della comunità scientifica internazionale, non ha voluto tener conto delle acquisizioni e dei progressi della ricerca, incentrandosi su aspetti marginali, anche se importanti, quali il restauro o le basi antisismiche.

Tale situazione appare ancora più grave per gli abitanti della Calabria e dello Stretto, giacché, lungi dal rendere conto degli studi che, a partire da Sandro Stucchi, Direttore della Scuola Archeologica di Roma, hanno indicato in Pitagora di Reggio il presunto autore dei due bronzi di Riace, i media hanno propagandato la vulgata che i due capolavori non abbiano nulla a che vedere con la Calabria e la Magna Grecia.

Due ospiti, per quanto graditi, ma sempre due estranei.

E tutto questo, quando fior di studiosi, dall’americano Ross Holloway al nostro De Franciscis, indicavano nella Magna Grecia la patria artistica e culturale di due opere, realizzate per committenti nel Peloponneso da un artista italiota.

Lo spettacolo del Prof. Castrizio, Cama e d Autellitano vuole tentare di invertire la tendenza evidenziata. Il recital vuole in scena un professore di archeologia e un musicantore: il primo per spiegare, con un linguaggio semplice ma scientificamente corretto, la ricerca sui Bronzi; il secondo con la forza della musica e del canto, per fare rivivere la magia delle due statue all’interno della vita artistica di Pitagora di Reggio, il più grande e celebrato bronzista dell’antichità classica.

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