«Ieri, in qualità di Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza, ho provveduto a chiamare il preside della scuola Fortunato Praticò a cui ho precisato che sabato farò un sopralluogo a scuola accompagnato da due componenti del mio ufficio, la professoressa Pagano e il sociologo Sanpaolo per assicurarmi sui fatti e per decidere su eventuali azioni da intraprendere».
È quanto scrive il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Antonio Antonuccio, dopo quanto accaduto ieri all’Istituto “Severi” di Gioia Tauro, dove una docente è stata lievemente ferita da un taglierino mentre ristabiliva un clima di equilibrio tra due alunni, protagonisti di una lite.
«Sono questi accadimenti che hanno bisogno della giusta attenzione, del nostro sguardo migliore; non possiamo girare i nostri occhi da un’altra parte – prosegue il Garante – Gli attori della vicenda sono parti di notevole importanza della nostra società: il ragazzo, il compagno, la professoressa, la scuola tutta; per loro la nostra presenza “attenta” è determinante. Le istituzioni, le agenzie educative, la società devono fare quadrato e farsi carico del pensiero che si deve tradurre in fare, ossia agire per evitare che non succedano mai queste azioni».
«È vero che il ragazzo si è reso responsabile di un atto deprecabile che non deve ripetere e bisogna tutelare chi ha subito l’aggressione, ma, ancor di più, è vero che non bisogna raffigurare chi ha prodotto l’accaduto come un mostro, perché anch’egli è vittima – aggiunge Antonuccio – Il ragazzo chiaramente non ha la fortuna dalla sua parte. Da quanto ho potuto capire dalle parole del preside, è un soggetto con una disabilità psichica con alle spalle una famiglia multiproblematica, dove si vive anche il disagio dell’assenza del padre per motivi di giustizia. È certamente un ragazzo che deve essere abbracciato dalle istituzioni: a scuola ha bisogno del supporto educativo speciale, i cosiddetti programmi per i Bisogni Educativi Speciali; la sua famiglia ha la necessità ed il diritto di essere presa in carico dal sistema dei servizi sociali territoriali».
«È sotto la luce del sole che la nostra società sta vivendo un momento molto difficile e vacillano le persone cosiddette normali, figuriamoci gli “ultimi” quanto soffrono. La politica è visibilmente scollata dalle persone e i fragili rischiano di soccombere. In una situazione come questa è facile puntare il dito, ma stavolta questo non dovrà succedere.
Per sabato ho previsto un sopralluogo presso la scuola e in quella stessa sede capirò se è anche necessario un passaggio dalle Forze dell’Ordine», conclude Antonuccio.





