Francesco Adornato e’ il nuovo rettore dell’Universita di Macerata.
Il professore nato a Cittanova ha dedicato la sua carriera al mondo universitario e agli studenti.
Preside della facoltà di Scienze politiche e’ attualmente direttore del Dipartimento di Scienze politiche, della comunicazione e delle relazioni internazionali.
Ieri e’ stato eletto, alla prima votazione, con il 92% dei voti espressi. Il prossimo novembre prenderà il timone alla guida dell’ateneo marchigiano.
“Un risultato che mi riempie di soddisfazione – ha dichiarato a inquietonotizie.it – il nuovo rettore e mi carica al contempo di responsabilità importanti. A maggior ragione, oggi, che gli atenei attraversano un momento di difficoltà economica non indifferente. Confido – ha aggiunto il professore Adornato – che la rotta su cui intendo muovermi, quella dell’umanesimo che innova, possa essere un’attrattiva di sviluppo e formazione”.
Hanno partecipato alla votazione tutti i soggetti attivi dell’ateneo, e avere ottenuto un così ampio consenso anche da parte del consiglio degli studenti, accresce maggiormente il pregio e il senso del dovere del neo rettore.
È chiaro il messaggio del professore Adornato : nel mondo universitario non esiste e non deve più esserci distanza o differenza tra docenti e studenti, sono lontane le facoltà caratterizzate dalla gerarchia dei ruoli in senso stretto. L’esercizio del potere chiude le ali alla creatività e gli studenti hanno bisogno di essere coinvolti all’interno di un meccanismo culturale virtuoso che ” legge il futuro, prima che il futuro arrivi”.
Quest’ultimo inciso richiama la programmazione già presentata dal nuovo rettore. Una serie di azioni in previsione, un occhio attento che osserva, comprende e trasforma il futuro in concretezze attuali. Un movimento unitario e collettivo che possa offrire agli studenti i mezzi necessari per affrontare tutte le sfide.
Si all’ internazionalizzazione dell’ateneo sulla scia del percorso già intrapreso. L’università di Macerata vanta al suo interno l’ istituto Confucio. Ve ne sono solo otto in Italia.
In programma anche l’istituzione di un nuovo corso di laurea: Scienza umana e digitalizzazione, per confermare l’importanza delle scienze umanistiche da un lato e stare al passo con i tempi dall’altro. Un trait d’union tra passato e futuro.
Il professore Adornato ha tenuto a sottolineare la valenza degli studi umanistici, nella formazione dei giovani e in particolare nella formazione dell’uomo all’interno della società e di quella economica: “il problema – ha spiegato – non è solo costruire le macchine. È necessario organizzare e farlo in un sistema logico di relazioni umane. E il sapere umanistico serve anche a questo”.
In conclusione un pensiero rivolto agli studenti, alle nuove matricole, ai giovani globalmente considerati. “Occorre non arrendersi mai – ha affermato Adornato – neanche quando le difficoltà sembrano essere insormontabili, c’e’ sempre una possibilità e la cultura, il sapere sono gli strumenti che ci permettono di arrivare. La cultura ci rende uomini liberi – ha concluso – ci consente, da sola, di interpretare noi stessi nel mondo in cui viviamo”.





