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I carabinieri arrestano gli autori di un’intimidazione a Gioia Tauro

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GIOIA TAURO – I carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro, diretti dal capitano Francesco Cinnirella, hanno arrestato la notte scorsa due persone con l’accusa di danneggiamento aggravato dall’utilizzo di un ordigno esplosivo e dalla modalità mafiosa.

Si tratta di Gerardo Lamanna, pregiudicato di 53 anni nato a Melicucco e di Giacomo Sorrenti (finito ai domiciliari) 34 anni, nato a Polistena con precedenti di Polizia per furto e detenzione di droga.

Sono accusati di aver fatto esplodere una bomba il 3 febbraio del 2014 vicino alla saracinesca dell’abitazione della famiglia Labate Seminara in via Giotto a Gioia Tauro (leggi l’articolo).

Le indagini dei carabinieri gioiesi, coordinate dal sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia, Giulia Pantano, hanno portato all’individuazione dei due uomini, attraverso l’analisi delle immagini, ricavate dai sistemi di video sorveglianza dislocati lungo tutto il percorso effettuato da Lamanna e Sorrenti.

In una prima fase gli inquirenti hanno trovato l’autovettura utilizzata per effettuare il danneggiamento e successivamente, attraverso una serie di riscontri fotografici, hanno accertato l’identità dei due attentatori.

L’ordinanza di applicazione di misura coercitiva custodiale è stata emessa dal Gip Caterina Catalano del Tribunale di Reggio Calabria.

“Ad un anno e tre mesi di distanza – si legge in una nota diffusa dall’Arma – i Carabinieri sono, dunque, riusciti a fare piena luce su un episodio che all’epoca aveva gettato nello sconforto un intero isolato della cittadina pianigiana e in particolare quel nucleo familiare a cui il tetro messaggio intimidatorio era destinato e che in un recente passato era stata, parimenti, vittima di gravi ed analoghi episodi”.