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Gioia Tauro, emozioni e memoria al centro della presentazione di Sei Lune e Mezza di Ada Trifirò

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Sei Lune e Mezza di Ada Trifirò è un romanzo ambientato in Sicilia, negli anni ’30, periodo
delicato per la regione e per l’Italia.
Protagonista è Anna, bracciante siciliana analfabeta, che finisce in carcere nel 1939, a Milazzo, per
aver ferito l’uomo che aveva tentato di violentarla.
I sei mesi di detenzione (“sei lune e mezza”) diventano un percorso di emancipazione.
 Grazie all’incontro con Lea, una detenuta genovese colta, Anna impara a leggere e a scrivere,
acquisendo una nuova consapevolezza di sé e della storia. Emerge il tema della sorellanza tra
donne, un legame profondo tra donne diverse (prostitute, infanticide, antifasciste) unite dalla
resistenza al patriarcato; insieme alla memoria, dei flashback ripercorrono una vita di stenti, dal
terremoto di Messina alle fatiche nei campi. Con l’uscita dal carcere poco dopo l’entrata in guerra
dell’Italia, la protagonista non è più una vittima passiva e nel 1946 guida lo sciopero delle
gelsominaie,ed è pronta a scrivere, letteralmente, il proprio futuro.
L’ispirazione del romanzo è un tributo dell’autrice alla nonna paterna, bracciante realmente
incarcerata in quegli anni.
Il romanzo della Trifirò è stato presentato qualche giorno fa a Gioia Tauro, presso la storica Sala Le
Cisterne, dall’Associazione GIOIA 3.0 presieduta da Rosalba Raso, nell’ambito del Maggio dei Libri.
Dopo i saluti della presidente Raso, Emanuela Bagalà ha presentato l’autrice.
Laureata in Scienze Politiche con oltre vent’anni di esperienza (1994-2017) come espatriata in
Europa, America Latina e Africa. Specializzata in diritti umani, parità di genere, economia sociale e
contrasto alla tratta, ha maturato solide competenze nella gestione di progetti complessi in
contesti internazionali. Nel 1999 ha lavorato in Kossovo per l’Associazione delle Donne per l’Area
dei Bancani (ADAB), coordinata dall’Associazione Orlando e nel 2003-2004 è stata, sempre per
Orlando, referente in Italia per i progetti di cooperazione internazionale.
Autrice di saggi e articoli tecnici, dal 2017 opera nel settore sociale in Sicilia dove risiede.
Affianca l’impegno professionale alla scrittura sia di saggi ma anche di letteratura.
Tra le pubblicazioni: I miei anni sull’acqua, You Can Print, 2019, testo autobiografico redatto a
partire dai diari e dalle memorie di anni di trasformazione vissuti in Sud America.
A seguire la Bagalà ha dialogato con l’autrice, che ha narrato la genesi del libro, prettamente al
femminile, soffermandosi sull’amicizia tra Anna e Lea, esempio di sorellanza molto forte; la
solidarietà tra le detenute, la rivolta delle gelsominaie e i luoghi dell’anima.
Dal dialogo è emersa anche le difficoltà di chi scrive e il difficile rapporto con il mondo
dell’editoria.
Ha concluso l’evento l’Assessore alla Cultura Domenica Speranza, che ha sottolineato la valenza
dell’opera e l’importanza della sinergia tra comune e Associazioni.
L’Assessore Speranza ha ringraziato l’Associazione GIOIA 3.0 per lo spessore culturale dell’evento.