Gioia Tauro, bidello uccide un gatto nella palestra di una scuola

L'episodio è avvenuto nell'istituto comprensivo Pentimalli Montale

Le dichiarazioni del dirigente scolastico Bagalà

Un gatto viene trovato dentro la  scuola e ucciso da un bidello.

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Siamo a Gioia Tauro, istituto comprensivo “Montale-Pentinalli”; mercoledì mattina – stando alle notizie circolate questa mattina – un gatto sarebbe rimasto intrappolato dentro una palestra inagibile, ed il bidello, chiamato per farlo uscire, lo avrebbe colpito più e più volte col manico di una scopa, fino ad ucciderlo.

Il tutto sarebbe avvenuto sotto gli occhi dei bambini.

Ma stando a quanto riferito dal dirigente scolastico Francesco Bagalà, i fatti sarebbero andati diversamente.

«L’episodio sarebbe avvenuto tra la palestra ed il cortile della scuola, e non in classe, come riportato in una nota stampa – ha detto Bagalà -Sto cercando di capire bene cosa sia successo e fare luce sull’episodio. Ieri sono venuti da me i genitori di una classe di scuola primaria denunciando che un bidello avrebbe preso a bastonate ed ucciso un gatto tra la palestra ed il cortile della scuola. Il bidello mi ha riferito che il gatto si trovava all’interno della palestra, che non è agibile ed è sempre chiusa; si è recato in palestra per far uscire il gatto, il quale – a sua detta – sarebbe rimasto chiuso in palestra per diversi giorni. Il bidello ha riferito che il gatto sembrava impazzito, saltava, si buttava contro i vetri. Nel correre è rimasto incastrato in un buco, così il bidello si sarebbe servito di un bastone per cercare di farlo uscire, ma il gatto lo ha addentato ferendosi».

Successivamente il bidello avrebbe portato il gatto ferito fuori nel cortile, dove c’erano dei bambini di scuola primaria che facevano educazione fisica insieme a due docenti e poi lui avrebbe portato il gatto fuori. C’erano dei bambini nel cortile e facevano educazione fisica. I bambini potrebbero aver visto il gatto in fin di vita.

«Ho chiesto agli insegnanti di fornirmi una relazione sull’accaduto, che mi sarà consegnata entro domani – ha proseguito Bagalà – Un’altra relazione ci è stata richiesta dall’Ufficio Scolastico Provinciale. Cercheremo di capire cosa è accaduto e quanto grave sia l’episodio, e in base a questo saranno presi dei provvedimenti». 

Sulla vicenda era intervenuto in mattinata Antonio Marziale, garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria.

«La delegata degli Animalisti Italiani, Maria Antonia Catania, mi ha testualmente scritto: “Un gattino si è introdotto in un’aula e il dirigente scolastico chiama il bidello per fare uscire il gatto. Il bidello invece di cacciare il gatto ha preso un bastone ed ha iniziato a bastonare il gatto sino a farlo morire dopo un’ora di agonia. Il tutto sotto gli occhi attoniti dei bimbi; il gatto perdeva sangue dalla bocca, non oso pensare lo shock che hanno dovuto subire i bimbi. Una vera atrocità commessa con crudeltà e determinazione…non riesco ancora a crederci».

È quanto ha scritto Marziale in una nota stampa, riportando il testo del messaggio della Catania, la quale lo informava del grave fatto accaduto a scuola.

«Anche io, non riuscendo a credere a tanta efferatezza, ho prontamente telefonato al dirigente scolastico Francesco Bagalà, che era al corrente degli accadimenti e mi ha parlato di un incontro tra genitori e il bidello e che lo stesso oggi dovrebbe andare in classe a chiedere scusa ai bambini. Ma ciò a me non basta. Si tratta – incalza il Garante – di un gesto gratuito, un gesto assassino, documentato anche fotograficamente dai piccolini, che non può essere giustificato alla stregua del furto di un vasetto di marmellata. Uccidere a bastonate un gatto sol perché disorientato e impaurito “soffiava” contro chi lo minacciava con un bastone è un atto di autodifesa che anche un umano farebbe e non certo “soffiando”. Chiedo alle autorità scolastiche preposte di intraprendere immediatamente le misure previste nei confronti di questo signore, ed all’autorità inquirente e giudiziaria di valutare non solo la crudeltà contro il gatto, ma le ripercussioni emotive che i piccolini si porteranno dietro. La scuola è vita – conclude Marziale – e a nessuno è concesso di tramutarla in luogo di efferatezza e morte. Oltre alle autorità sopra citate stamattina porterò il caso all’attenzione del ministro dell’Istruzione Bussetti».