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A Gioia non si vota, nuovo scioglimento per infiltrazioni mafiose

Lo ha deciso pochi minuti fa il Consiglio dei ministri

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La riunione del consiglio dei ministri che si è conclusa pochi minuti fa ha disposto lo scioglimento del consiglio comunale di Gioia Tauro per infiltrazioni mafiose.

L’esecutivo, guidato dal presidente Gentiloni, ha preso la decisione sulla base della relazione consegnata due settimane fa dalla commissione di accesso agli atti, arrivata al comune nel mese di marzo.

Per Gioia Tauro si tratta del terzo scioglimento, dopo quelli arrivati all’inizio degli anni 90 e nel 2007.

Al centro del lavoro della commissione di accesso dovrebbero esserci alcune gare di appalto finite nell’inchiesta Cumbertazione in cui è stata arrestata la dirigente dell’ufficio tecnico Angela Nicoletta.

“Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’interno Marco Minniti, -si legge nel comunicato – ha deliberato lo scioglimento dei Consigli comunali di San Felice a Cancello (Caserta), Laureana di Borrello (Reggio Calabria), Bova Marina (Reggio Calabria) e Gioia Tauro (Reggio Calabria), per accertati condizionamenti dell’attività amministrativa da parte della criminalità organizzata.

La gestione degli enti, già sciolti per motivi amministrativi, viene pertanto affidata ad apposite Commissioni, a norma dell’articolo 143 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali”