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Gioia, malato gravemente e costretto a vivere in una baracca

L'associazione Un mondo di mondi punta il dito contro l'immobilismo del comune di Gioia Tauro

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la baracca in via Asmara

Ha una malattia renale cronica, fa la dialisi ogni settimana ma vive in una baracca in via Asmara a Gioia Tauro.

La denuncia arriva da Cristina Delfino e Giacomo Marino dell’associazione Un mondo di mondi.

“Una infezione contratta in queste condizioni potrebbe essergli fatale” denunciano i due operatori sociali.

Inascoltato

Il signor Pasquale (nome di fantasia) vive con la moglie e quattro figli (di cui due minori). Ha inoltrato la richiesta al Comune di Gioia Tauro per l’assegnazione di un alloggio in emergenza abitativa secondo l’art. 31 della legge regionale 32/96.

L’ente conosce la situazione da circa un mese. Che Pasquale sia in pericolo di vita è evidente ma non gli è stato garantito il diritto all’alloggio.

In 6 senza servizi igienici

“Le condizioni della sua abitazione sono allarmanti – scrivono Delfino e Marino – non idonee all’abitabilità come confermato dall’asp di Reggio Calabria.

In 25 metri quadrati sprovvisiti di servizi igienici vivono 6 persone.

Pareti fatiscenti e tetto con lastre in amianto rappresentano un pericolo non trascurabile.

Anche la condizione igienica circostante è intollerabile – si legge ancora – tra rifiuti di ogni genere, fogna a cielo aperto ed un vecchio edificio che potrebbe crollare sulla baracca”.

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Non può lavorare

Scrivono ancora i dirigenti dell’associazione:

“È una condizione invivibile per chiunque, ancor di più per un uomo affetto da una patologia grave.

Il signor Pasquale non è ovviamente nelle condizioni di poter lavorare, come conferma il riconoscimento dell’assegno di invalidità dell’Inps.

Il suo dramma non è solo quello della malattia, risolvibile solo con un possibile trapianto.

La sua preoccupazione è anche quella di non poter garantire una vita dignitosa alla sua famiglia.

Simili situazioni sono in evidente contrasto con il nostro ordinamento costituzionale che mira a tutelare la dignità umana e la vita.

È intollerabile quindi che simili situazioni possano verificarsi e ancor di più perpetuarsi nel tempo”.

“Niente ha senso – concludono Delfino e Marino – se il Comune non interverrà al più presto per porre rimedio alle condizioni abitative del signor Pasquale la cui vita è realmente a rischio.