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Gioia: lotta ai canili lager. Savastano presenta le novità sul randagismo

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GIOIA TAURO –  Mai più animali nei canili lager. E’ questa la linea guida su cui è stata ridisegnata la strategia della lotta al randagismo nel comune di Gioia Tauro. Da oggi infatti l’ente avvierà un programma di prevenzione e controllo delle nascite di cani e gatti, grazie all’aiuto di due veterinari convenzionati e dei volontari delle associazioni animaliste che operano sul territorio.

Dopo aver ricevuto la segnalazione dai volontari, gli agenti della Polizia municipale preleveranno l’animale e lo porteranno dal veterinario. Qui i cani e i gatti saranno curati, sterilizzati, cippati e iscritti alla specifica anagrafe. I cani, ritenuti docili dai veterinari, torneranno nei quartieri dove sono stati prelevati e accuditi dai volontari. Gli animali violenti o non autosufficienti saranno invece ospitati nell’oasi canina che sorgerà alla periferia di Gioia Tauro, in un terreno confiscato di due ettari, sulla provinciale per Rizziconi.

A comunicare alla stampa queste novità è stato l’assessore comunale Domenico Savastano. «Non rinchiudere gli animali nei canili lager è un atto di civiltà, un atto di amore. – ha dichiarato – Abbiamo recepito tutte le norme in materia. Siamo il primo comune in Calabria a farlo e speriamo che a breve ci seguano anche gli altri».

Ogni anno il comune di Gioia Tauro spende circa 60 mila euro per pagare i ricoveri degli animali all’interno dei canili. Con le nuove disposizione la cifra si dovrebbe ridurre a circa 10 mila euro per pagare le cure e le sterilizzazione. La differenza, per i primi due tre anni, sarà investita per allestire l’oasi canina. «I primi lavori saranno effettuati in economia dagli operai del comune. – ha spiegato Savastano – Inizieremo dalle recinzioni, nel corso del tempo la struttura avrà una grande cuccia comune, un impianto di videosorveglianza e tutti gli strumenti necessari. I cani circoleranno liberamente e non avranno gabbie. A gestire l’oasi saranno i volontari e i cittadini che liberamente potranno decidere di accudire i cani in attesa di adozione».

Lucio Rodinò