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Gioia: l’interrogazione dell’opposizione sulle anticipazioni di cassa

Presentata ieri da Bellofiore, Schiavone, Zappalà, Alessio, Tomaselli, Altomonte, Raco, Cavallaro e Guerrisi

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comune di Gioia Tauro
Il comune di Gioia Tauro

Le anticipazioni di cassa chieste dal comune di Gioia Tauro alla banca per una cifra che sfiora i sette milioni di euro, sono al centro dell’interrogazione presentata ieri dai 9 consiglieri comunali che hanno sottoscritto la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Pedà.

Bellofiore, Schiavone, Zappalà, Alessio, Tomaselli, Altomonte, Raco, Cavallaro e Guerrisi hanno chiesto al primo cittadino di «indicare dettagliatamente i modi, i termini e le scadenze» che l’ente utilizzerà per restituire i soldi anticipati dalla banca entro il 31 dicembre «e dove e come si reperiranno tali ingentissime somme».

Il documento dell’opposizione fa riferimento alla delibera di Giunta del 24 maggio 2016 in cui è stata richiesta l’anticipazione di cassa per sei milioni 972 mila e 735 euro con «l’obbligo di rimborsare l’anticipazione oltre ai relativi interessi» entro la fine dell’anno in corso.

Secondo i consiglieri il comune «si è obbligato a corrispondere alla banca tesoriere un interesse annuo di circa l’8% che si aggirerebbe, salvo rettifica, ad oltre 500 mila euro annui di soli interessi».

I firmatari della mozione ritengono che la mancata restituzione nei tempi previsti debba essere segnalata alla Corte dei Conti e sostengono inoltre che «la mancata ricostituzione di somme vincolate utilizzate per spese correnti, una limitata capacità di riscossione, il mancato rispetto del limite di spesa, come nel caso di specie, è già di per sé indice di deficitarietà dell’ente». Nelle premesse dell’interrogazione l’opposizione si definisce «una forza responsabile in seno al consiglio comunale e pertanto preoccupata dell grave situazione finanziaria negativa in cui versa l’Ente, si muove su atti e documenti emessi rischiosamente dalla stessa amministrazione per spese inutili e per incapacità politica oltre che gestionale ed amministrativa che lo espongono a diventare ente strutturalmente deficitario».

L’interrogazione dei 9 consiglieri arriva a una settimana dalla seduta del consiglio comunale in cui sara messa ai voti la mozione di sfiducia presentata nei confronti del sindaco Pedà.