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Gioia: Inaugurato ieri “Metauros”

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GIOIA TAURO – “Oggi è una giornata speciale per tutta la Piana, un nuovo inizio. Si realizza finalmente un sogno. Siamo riusciti a donare alla comunità un immenso patrimonio culturale. È un segnale della città che cresce, un obiettivo raggiunto. Adesso dobbiamo proseguire per questo cammino e arrivare alla cittadella della cultura”.

Sono le parole del sindaco di Gioia Tauro Renato Bellofiore, in occasione dell’inaugurazione del museo archeologico di Gioia Tauro tenutasi ieri.  “Metauros” infatti è ufficialmente nato, e sarà possibile quindi da adesso vedere i vari reperti che raccontano la storia della città e non solo.

Si è trattato di un progetto nato dalla collaborazione tra l’amministrazione comunale di Gioia Tauro e la Soprintendenza per i beni archeologici della Calabria, che dopo tanto impegno sono riusciti a raggiungere un obiettivo che per la città del porto significa davvero molto.

 Tutti presenti ieri a Sala Fallara: l’amministrazione comunale, gli archeologi che si sono occupati della realizzazione del museo, tra cui Simonetta Bonomi, accompagnata da Silvana Iannelli, Claudio Sabbione, Roberta Schenal, e Bruno Napoli della Soprintendenza di Reggio Calabria.

 Presenti anche il Procuratore della Repubblica di Palmi Giuseppe Creazzo, il prefetto di Reggio Calabria Piscitelli,  il presidente della Provincia Giuseppe Raffa accompagnato dal consigliere Raffaele D’Agostino, l’onorevole Mario Tassone, e il sottosegretario all’Interno Saverio Ruperto.

 “Rafforzare la cultura di un popolo, – ha detto quest’ultimo – aiuta la legalità”.

 Ogni intervento ha dato il proprio contributo affinchè si capisse l’importanza che la nascita di questo museo ha assunto.

 “Noi non siamo terra di ‘ndrangheta, – ha detto l’assessore provinciale Lamberti Castronuovi – siamo terra di cultura, ed è così che dobbiamo farci conoscere”.

 Emozionata per l’incontro anche l’assessore alla cultura Monica Della Vedova, insieme a gran parte della cittadinanza che ha voluto partecipare ad un evento che potrebbe segnare un passo in più verso la crescita culturale, quindi sociale, della Piana.

 Quello del museo è un percorso virtuoso che si inserisce nei percorsi strategici che l’amministrazione provinciale sta portando avanti. – ha invece commentato Raffa – Dobbiamo recuperare quelle che erano le radici storico culturali di un tempo e rifarle nostre”.

 A fine incontro, l’evento si è spostato a Palazzo Baldari, sede del museo, per l’ufficializzazione resa dal tradizionale taglio del nastro.

  I presenti hanno poi quindi potuto visitare Metauros, accompagnati dagli stessi archeologi che hanno delucidato i partecipanti su tutto quello che davanti ai loro occhi ha fatto la storia di Gioia Tauro e che adesso è finalmente tornato alle origini.

Eva Saltalamacchia

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