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Gioia: Il postino suona sempre in ritardo

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GIOIA TAURO ( 3 settembre 2011) – Sono mesi ormai che i cittadini gioiesi, in particolare quelli che abitano nella zona della Nazionale 111, avvertono una situazione di disagio dovuta ad un’inefficienza nel recapito della posta.

In poche parole la corrispondenza non arriva a destinazione o addirittura viene scambiata con quella di un vicino o di chissà chi, creando dissapori e inevitabili lamentele da parte degli utenti.

Stesso discorso vale per la cittadina di Rizziconi, dove si è arrivati ad una raccolta delle firme affinchè qualcuno si faccia carico di una situazione che crea molti più fastidi di quanto non si possa pensare.

Niente bollette, niente abbonamenti, niente estratti conti, ricevute, niente di niente. In alcune abitazioni, dove non è arrivata la fattura della luce, è stata addirittura staccata la corrente, con tutti i disagi che ciò comporta, specie se si tratta di persone anziane o disabili. Il tutto senza una giusta motivazione.

In entrambe le città, Gioia e Rizziconi, pare che la situazione confusionaria si sia venuta a creare dopo che i portalettere che da anni gestivano le zone interessate dal disservizio, per motivi di trasferimento o semplicemente perché arrivati all’età della pensione, non coprono più le zone alle quali erano ormai abituati, e non sono stati sostituiti da titolari.

Sembra infatti che a prendere il posto dei “vecchi” portalettere siano persone diverse praticamente ogni settimana. Un periodo di tempo troppo breve per poter acquisire quella dimestichezza che occorre nel conoscere vie e abitazioni.

E’ anche vero che in particolar modo sulla Nazionale 111 di Gioia, i numeri civici sono stati cambiati diverse volte, ma è altrettanto veritiero che un anno è un lasso di tempo più che sufficiente per fare fronte ad una problematica particolarmente pesante, tanto più se il problema di fondo si basasse esclusivamente su un numero civico.

Il responsabile delle Poste, Paolo Turri, sostiene che il servizio sia del tutto regolare. Il che risulta quantomeno paradossale visto il gran numero di persone che da tempo si lamenta, chiede spiegazioni senza averne ed è stanca di sopportare un fastidio che in fondo sarebbe facilmente risolvibile.

Sembrano proprio finiti i tempi del caro vecchio postino che si riconosceva dal suono del campanello, puntuale, con cui chiacchierare, prendere il caffè o addirittura confidarsi. Senza dubbio la figura di un tempo e quella di adesso sono lontane anni luce, e abituarcisi è difficile.

Eva Saltalamacchia