GIOIA TAURO – Il comitato di quartiere Fiume di Gioia Tauro ha avviato in queste ore una raccolta di certificati oncologici da raccogliere in un dossier da inviare al Ministero della Salute.
I membri del comitato sono infatti convinti che ci sia un collegamento diretto tra il presunto aumento delle malattie e la presenza a Gioia Tauro dell’inceneritore e del depuratore.
Insieme alla raccolta dei certificati che avviene nella sede di Via Veneto 76, il comitato ha lanciato una campagna di sensibilizzazione. Le persone colpite da malattie di natura oncologica hanno deciso di appendere sul balcone della propria abitazione un lenzuolo bianco con la scritta “ci state ammazzando”.
Nel comunicato diffuso per promuovere le due iniziative il presidente del comitato, Salvo Tosto, ha attaccato il sindaco Bellofiore, “reo”, a suo giudizio, «di non aver preso provvedimenti per il depuratore e l’inceneritore ma di aver fatto ancora una volta solo propaganda».
«Sulla questione del depuratore – ha scritto Tosto – il sindaco ha contattato alcuni tecnici di Verona e ha garantito al Prefetto che tutto funziona. Da tempo aspettiamo i risultati dei prelievi tanto pubblicizzati. Forse – prosegue Tosto – il sindaco non prende provvedimenti perché il depuratore continua a essere uno strumento per tenere in piedi la sua amministrazione».
Anche sulla questione dell’inceneritore, il presidente del comitato chiede che il sindaco attui misure drastiche «Considerato che mancano le garanzie necessarie per la sicurezza dei lavoratori e per il corretto funzionamento dell’impianto, perché – si domanda – Bellofiore non fa un decreto di chiusura? il sindaco è il primo responsabile della salute dei suoi concitaddini e dovrebbe interrogarsi sull’aumento del numero delle persone malate in città. Abbiamo un bel lungomare – scrive ancora Tosto – ma come possiamo pensare di attrarre turismo quando non abbiamo notizie certe sulla qualità dell’acqua del mare? non sono solo il comitato ed il quartiere Fiume a porsi queste domande – conclude Tosto – ma l’intera città di Gioia Tauro e per questo è doveroso che l’amministrazione comunale inizi a lavorare per risolvere questi problemi».
Lucio Rodinò





