Da giorni non si parla che di lei: Cinzia Paolina De Lio è l’insegnante di origine reggina che, per ben 20 anni su 24 di servizio è stata assente dal posto di lavoro e che il 22 giugno scorso la Cassazione, con apposita sentenza ha destituito.
«Incapacità didattica» e «inettitudine permanente e assoluta all’insegnamento»: De Lio è stata licenziata per questi motivi.
Come la donna abbia fatto per 20 anni a non lavorare, non è più un mistero; da quando, il 22 giugno scorso, si è diffusa la notizia del licenziamento, è scattata la corsa per cercare di saperne di più sulla sua vita, ed ecco cosa è emerso.
Cinzia De Lio ha vinto il concorso a cattedra ed è entrata di ruolo nel 2001. La sua carriera inizia a Polistena, all’istituto magistrale e successivamente al liceo scientifico Galilei di Dolo, Venezia. Una volta in Veneto, insegna al Veronese di Chioggia e poi al Carducci di Verona, su assegnazione provvisoria per ricongiungersi al marito che è militare della Guardia di Finanza.
Il quotidiano La Repubblica ha ricostruito tutte le assenze della donna: dal 2001 al 2021 De Lio ha presentato ben 67 certificati di assenze per malattia, per effetto dei quali è stata lontana dalla scuola da 40 a 180 giorni l’anno in quegli anni.
Vanno poi aggiunte anche due assenze per infortunio sul lavoro e 16 permessi per motivi personali, nonché tre interdizioni dal lavoro per motivi di salute, i congedi per la maternità e l’allattamento e quelli per la salute del figlio.
Ci sono ancora sette periodi di congedi parentali retribuiti, 24 per assistere familiari portatori di handicap vari, 5 esoneri per la partecipazione a corsi di formazione. In totale le assenze giustificate ammontano a più di 100.
Tra 2015 e 2016 arriva anche un’ispezione del ministero sul suo ruolo, a seguito delle continue lamentele dei suoi alunni, durante gli anni in cui insegnava nel liceo di Chioggia, per via delle assenze e dei metodi di insegnamento.
Intanto l’insegnante continua a studiare, prende tre lauree e si diploma in pianoforte, segue corsi di formazione in autonomia scolastica, scuola della medicina, parassitologia del territorio, pet therapy, criminologia, diventa giornalista pubblicista.
Nel 2017 la prima sospensione per incapacità didattica, ma il tribunale di Venezia la reintegra l’anno dopo. La Corte d’Appello la destituisce definitivamente.
Quello dell’assenteismo deve essere stato un tema davvero caro alla donna, perché ad un articolo di Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera, che pubblicava i dati sull’assenteismo dei docenti (a Reggio il triplo che ad Asti), l’insegnante ha replicato elencando i trasporti carenti, le strade pericolose, le avversità meteorologiche e geografiche, le carenze delle scuole della sua terra, aggiungendo che «l’insegnante calabrese che lavora al Nord non ha motivo di assentarsi».
Nessuno, tranne lei…





