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E se Halloween fosse nato in Calabria?

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halloween

C’era un tempo in cui anche in Calabria la notte di Ognissanti sapeva di mistero e di misticismo:
niente a che vedere con buffi travestimenti da streghette, mostri, fantasmi e vampiri, ma
condivisione comunitaria di riti e usanze.
Scavando nel nostro passato si scopre che Jack o’ Lantern, l’iconico simbolo dell’angloamericana
festa di Halloween, ha origini calabresi.
A sostenerlo è l’illustre antropologo Luigi Lombardi Satriani, che nel suo saggio “Il Ponte di San
Giacomo” dedica un approfondimento alla secolare tradizione del “Coccalu di muortu”.
Il coccalu è il teschio che, nella comunità vibonese di Serra San Bruno, veniva riprodotto con una
grande zucca, scavata, all’interno della quale veniva posta una candela. Erano i bambini a dedicarsi
a questa pratica, che proseguiva con il giro per il paese, di casa in casa, recando la zucca in mano e
chiedendo un’offerta per le anime dei defunti. Alla domanda “Mi lu pagati ‘u còccalu?” (Me lo
pagate il teschio?), gli abitanti interpellati donavano monetine, frutta secca o dolcetti tipici.
Studiando questo rituale, che riproduce l’omologa versione nordamericana del “Trick or Treat?”
(“Dolcetto o scherzetto?”), Satriani ipotizzò che la tradizione fosse nata in Calabria e da qui
trasportata nel Nord America con i flussi migratori dei primi del Novecento, impiantandosi e
assumendo poi una sua fisionomia più tipicamente goliardica e festosa.
La versione calabrese è più legata al bisogno di mantenere vivo il legame con le anime dei defunti,
che, nella notte della vigilia di Ognissanti, oltrepassano il confine fra mondo dei vivi e mondo dei
morti, interdetto negli altri periodi dell’anno, per rinsaldare il legame con i propri cari.
Non deve sorprendere l’intreccio fra la tradizione cristiana e quella pagana, poiché all’origine della
Festa di Ognissanti e della Commemorazione dei Defunti vi è l’antica festa celtica di Samhain,
legata al mondo contadino e alle cerimonie di ringraziamento per il raccolto riposto al sicuro per
l’inverno.
Al passaggio dalla stagione estiva a quella invernale veniva associata anche quella
dematerializzazione della soglia che separava vivi e morti, consentendo un momentaneo e breve
ricongiungimento.
Nel I secolo d.C., la Chiesa, istituendo la Festa di Ognissanti, armonizzò il bisogno di mantenere
vivo il dialogo con il mondo dei defunti ai precetti cristiani; il legame con la tradizione celtica, che
festeggiava proprio il 31 ottobre il suo Samhain, rimase anche nel nome: Halloween, contrazione di
All Hallows’ Eve, cioè la “Vigilia di Tutti i Santi”.
Scoprire che la fonte della più conosciuta e amata festa autunnale ha origini calabresi è un ulteriore
tributo alla ricchezza delle tradizioni e delle credenze della nostra regione: un autentico patrimonio
ancora da scoprire e valorizzare.