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Droga: cinque arresti a Gioia Tauro

La Polizia ha arrestato cinque persone con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga

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Quattro arresti e un ricercato. Sono questi i numeri dell’operazione condotta questa mattina dagli agenti del commissariato di Polizia di Gioia Tauro, diretto da Pietro Paolo Auriemma e dalla squadra mobile di Reggio.

Al termine delle indagini gli inquirenti hanno fermato Vincenzo Condello, 25 anni; Salvatore Infantino, 29 anni; Francesco Iannì di 36 e Vincenzo Saverino di 33 anni.

Sono accusati di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga.

Gli investigatori hanno scoperto e ricostruito l’attività dei quattro fermati attraverso intercettazioni e pedinamenti. Durante le indagini relative alla scomparsa di Maurizio Mammoliti, avvenuta il 31 ottobre del 2014, i poliziotti hanno notato che il cognato di Mammoliti, Vincenzo Condello, aveva dei comportamenti sospetti e hanno iniziato a controllarlo.

Da questi controlli è stata ricostruita l’attività della banda che utilizzava un garage a Gioia Tauro per suddividere la droga in dosi e per la vendita ai clienti più fidati.

Grazie ai pedinamenti e ai successivi controlli gli investigatori hanno provato numerosi episodi di cessione di hashish e cocaina e hanno notato che in alcuni casi gli esponenti della banda avevano addosso delle armi.

Salvatore Infantino è considerato dagli inquirenti il capo dell’organizzazione ma all’interno della banda i ruoli erano interscambiabili e tutti avevano la possibilità di utilizzare il garage e di incontrare i clienti.

Nel corso delle indagini, durate da novembre del 2014 a maggio del 2015, la polizia ha sequestrato in due diverse occasioni 250 grammi e 308 grammi di cocaina agli acquirenti, pochi minuti dopo la vendita avvenuta all’interno del garage. Inoltre nel garage stesso durante un controllo sono stati sequestrati diluenti per la cocaina e bilancini di precisione.

L’operazione è stata chiamata “Panda” perchè tutti i componenti della banda utilizzavano delle Fiat Panda per gli spostamenti.

L’ordinanza è stata emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.