“Dionisio”, il Tribunale del Riesame mette in libertà Giuseppe Sicari

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Il Tribunale della Libertà di Reggio Calabria ha accolto il riesame dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP di Palmi a carico di Giuseppe Sicari classe ’87, arrestato nell’ambito dell’operazione Dionisio, con l’accusa di avere gestito – insieme ad altri soggetto – una piantagione  di 3.200 piante di canapa indiana, impiantata su un terreno del comune di Cittanova; di averne curato la coltivazione e lo stato di crescita e di avere ceduto, in almeno due occasioni dei “campioni di prova” per la successiva vendita della sostanza a terzi e per avere ceduto, in concorso con altri, una grossa partita di sostanza stupefacente da destinare al successivo spaccio.

In seguito al riesame il Tribunale della Libertà, in parziale accoglimento della richiesta di riesame, aveva annullato l’ordinanza con riferimento alla vendita ai fini dello spaccio ed aveva sostituito, per i restanti capi, la misura cautelare della custodia in carcere con quella degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.

Contro il provvedimento del Tribunale reggino i difensori di Giuseppe Sicari, gli avvocati Antonino Napoli e Rosario Pricoco, avevano proposto il ricorso in Cassazione, e la terza sezione penale della Corte di Cassazione, accogliendo il motivo relativo alle esigenze cautelari, aveva annullato l’ordinanza con rinvio per un nuovo giudizio.

All’esito del nuovo giudizio il Tribunale della Libertà, condividendo le argomentazioni difensive, ha ritenuto che la risalenza temporale degli avvenimenti, l’intervenuta recisione dei collegamenti del ricorrente con il contesto territoriale nel quale sono stati perpetrati i fatti – dimostrata dal suo trasferimento a Milano – l’intervenuto mutamento dello stile di vita e la ricerca di lecite fonti di guadagno, la giovane età dell’indagato, la sua incensuratezza e l’esito negativo della perquisizione effettuata presso la sua abitazione al momento dell’esecuzione del provvedimento cautelare genetico, siano elementi sintomatici della inattualità delle esigenze cautelari poste a fondamento dell’annullato provvedimento e pertanto ne ha disposto la revoca della misura cautelare ordinandone la liberazione.